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FrS, bilancio con i botti, “seminatore” di unità della Sinistra Breaking news, Politica

Firenze – Bilancio con i botti, quello di fine legislatura del gruppo consiliare Firenze riparte a Sinistra. Ieri, su “segnalazione” del capogruppo Tommaso Grassi (che non si ripresenta alle prossime amministrative puntando alla candidatura europea, la “certezza” della quale verrà data solo domenica) arriva il ritiro della delibera sulle biblioteche presentata dall’assessore Massimo Fratini “perché mancante di un allegato”; stamattina, nel confronto in commissione sul bilancio, nel verbale viene registrata l’osservazione di FrS sulle “irregolarità” della votazione.

Botti di natura politica, che sono l’esempio più lampante di una storia quinquennale giocata sempre all’attacco e all’opposizione, con una particolare competenza per quanto riguarda gli atti amministrativi e delibere, nonché tutto ciò che riguarda la macchina burocratica. “Anni entusiasmanti – dice Grassi – intensi e anche faticosi”, in cui il “compito” di tutelare la regolarità della macchina amministrativa a tutto vantaggio dei cittadini ha visto sempre in prima fila il gruppo della Sinistra.

Ma se questo è stato il tratto caratterizzante del gruppo, tuttavia, c’è qualcosa di importante che riguarda il ruolo e la funzione più strettamente politica di Firenze riparte a Sinistra. Lo spiega Grassi: “Se la sfida era quella di mettere insieme una rappresentanza della sinistra plurale, questo, nonostante nessuno ci credesse, è stato fatto. Se era quella di andare avanti per cinque anni senza scontri e con obiettivi comuni, è stata vinta”. E i fatti parlano.

Insomma, ciò che emerge a distanza di quasi due legislature, è un fatto incontestabile: la presenza di Firenze riparte a Sinistra ha messo in atto, grazie anche alla figura di coordinamento e continuità svolto da Tommaso Grassi e all’eccellenza e unità della squadra (fra cui Giacomo Trombi, Donella Verdi che con Grassi rappresentano i tre “storici”, fino alle due nuove entrate, Maria Grazia Pugliese, proveniente dal Pd, e Adriana Alberici, consigliera del gruppo De Zordo, l’unica in lista per Firenze Città Aperta alle amministrative di maggio) un sistema di contatti, rapporti, relazioni, scambi che ha preparato il terreno alla nascita del tavolo della sinistra “unita” e alla convergenza sulla candidatura unica di Antonella Bundu.

Anche se qualche rimpianto c’è. In particolare, la chance mancata di una sola lista unitaria, portando a compimento completo ciò che FrS ha cominciato ed attuato, vale a dire “un piccolo sacrificio per tutti”, lasciando da parte simboli e istanze identitarie per muoversi con battaglie comuni, senza rinunciare alle proprie storie e percorsi particolari. Su questo, è tranchant l’intervento “dell’ultima arrivata”. Maria Grazia Pugliese, di provenienza Pd, che si rammarica per la mancata apertura delle teste”, vale a dire il superamento di steccati storici. Fra cui, anche la stessa “indifferenza” del Pd per ciò che succede alla sua sinistra.

Una “preparazione” che tuttavia si riverbera nei primi sei nomi della lista Firenze Città Aperta, una delle tre che corre per Antonella Bundu (le altre due, Potere al Popolo e Sinistra Italiana) vale a dire Dimitri Palagi, Daniela Chironi, Marco Filippini, Nicolina Cavallaro, Iacopo Ghelli, Adriana Alberici, che rappresentano in pratica tutto l’arco (tranne Possibile) che ha compreso in questi anni il “contenitore” Firenze riparte a Sinistra. Insomma, ad ora si può dire che erano fiori e sono fioriti.

Infine, un po’ di tristezza per “l’addio” in particolare del capogruppo Tommaso Grassi, ma anche per Donella Verdi, storica compagna di battaglie consiliari, che dice: “Non avevo nessuna intenzione di andare avanti con questa esperienza, mi ero già prefissata un’esperienza a termine. Ciò non significa che lascerò l’impegno politico, ovviamente. In particolare, continuerò il mio impegno sulle battaglie delle donne”.

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