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Fu il proprietario del Central Park ad ordinare l’incendio del Meccanò Cronaca

Dietro l’incendio della nota discoteca Meccanò di Firenze vi sarebbe il proprietario della rivale discoteca Central Park. È quanto emerso dall’inchiesta della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Firenze. La polizia fiorentina, coordinata dal pubblico ministero Pietro Suchan, è riuscita, dopo anni di indagini, a ricostruire le vicende che, il 15 aprile del 2008, condussero al rogo dello storico locale notturno. L’attentato incendiario, spiega un comunicato della Procura fiorentina, venne ideato per ragioni di concorrenza fra le due discoteche delle Cascine e fu orchestrato dal proprietario della discoteca Central Park che, fra l’altro, verrà prossimamente chiusa per una morosità di circa 70.000 euro nei confronti del Comune. Nel 2007, anche grazie all’aiuto di alcuni esponenti di una famiglia palermitana operante a Firenze, l’uomo, un pratese di 39 anni, riuscì ad aggiudicarsi l’asta nella quale venne affidato il controllo della discoteca Central Park. Molti concorrenti, stando alla ricostruzione degli inquirenti, si astennero infatti dall’asta perché intimiditi con metodi tipicamente mafiosi. Spalleggiato dal capoclan, divenuto di fatto suo socio in affari, il trentanovenne pratese cercò, quindi, di mettere le mani anche sulla discoteca Meccanò, ma ebbe come tutte risposta un secco rifiuto da parte dei proprietari. Fallito il tentativo di monopolizzare l’area notturna delle Cascine, il proprietario del Central Park decise, allora, di commissionare alla banda mafiosa l’incendio del locale rivale. Intorno alle 2:50 della fatidica notte, una spedizione punitiva composta da un noto pregiudicato pratese di 49 anni (già in carcere dal 16 settembre per furto di orologi di lusso) e da due giostrai pregiudicati di 35 e 44 anni, si introdusse nel locale e lo cosparse di benzina, appiccando in seguito il fuoco. Concluse in maniera irrevocabile le indagini, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze, David Monti, ha firmato cinque ordinanze di cattura per i due mandanti ed i tre esecutori dell’incendio doloso al Meccanò. Oltre che del rogo nella discoteca, il proprietario del Central Park ed il suo socio sono stati accusati dalla Procura anche di estorsione messa in atto con le modalità tipiche dell’intimidazione mafiosa. 

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