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Fuga di consiglieri e tessere dimezzate, il Carroccio in mezzo al guado Breaking news, Politica

Firenze – La Lega e la grande fuga. Sembra ormai impossibile da fermare, l’emorragia di consiglieri e quadri politici del partito di Salvini.  Facendo una rapida conta, sono circa una ventina i rappresentanti locali che hanno dato l’addio alla Lega, vicenda culminata nell’allontanamento, di fatto un’espulsione, avvenuta la settimana scorsa a Firenze, di 3 consiglieri comunali, che hanno annunciato la fondaizone di un nuovo grupppo nell’assemblea rappresentativa fiorentina, ovvero il Centro. Una mossa che corrisponde a un disagio che sembra farsi sempre più forte fra gli eletti del Carroccio, almeno in Toscana.

Negli ultimi mesi, sono tanti i consiglieri eletti nelle file della Lega che se ne sono andati. Per fare alcuni esempi, al Comune di Lastra a Signa sono confluiti nel Gruppo Misto Carla Porrari e Cristiano Santoni; il consigliere comunale Vittorio Battini a Empoli ha non solo lasciato il gruppo, ma è confluito nella nuova formazione il Centro, decisione presa anche da Marco Passeri, consigliere del quartiere 1 a Firenze; tre settimane fa il consigliere del Comune di Scandicci Enrico Meriggi, no vax convinto, ha lasciato la Lega per confluire nel Gruppo misto, mentre, ancora a Firenze, il consigliere Andrea Asciuti ha lasciato il gruppo un mese fa, transitando anch’egli nel Gruppo misto. Prato non è da meno: terremoto nel novembre 2020, 4 consiglieri su sei lasciano il gruppo, esattamente Eva Betti, Mirko Lafranschina, Leonardo Soldi e Claudiu Stanasel. A rappresentare la Lega, fino a ottobre scorso, Patrizia Ovattoni e Marco Curcio; ma lo scorso mese anche Ovattoni, uno dei punti di riferimento del partito, lascia il gruppo ed entra nel gruppo consiliare Centrodestra, che diventa così il gruppo di opposizione più numeroso. In questa conta della fuga, assume rilievo anche la partenza dei 4 consiglieri di Agliana (un mese fa, il 21 settembre scorso) che se ne vanno. Nasce così Agliana civica. Sono Oliviero Billi, Riccardo Coppini, Silvio Buono, Patrizia Santoro. Con loro anche il vicesindaco, Federico Ferretti Giovannelli. Ponsacco, la Lega perde tutti e 5 i consiglieri: la notizia esce sui media il 25 settembre scorso, i consiglieri sono Pericle Tecce, il capogruppo Federico D’Annibale, Giada Canova, Gianluca Tuzzi e Alessandro Ghelli. Tutti nel Gruppo misto.

Una summa che senza pretese di completezza, riguarda i casi più recenti. Tuttavia, ce n’è abbastanza per potere ipotizzare che qualcosa nella Lega Toscana non funziona a dovere. Certo, il Carroccio sembra pagare alcune incongruità, in primis la scelta di accedere al governo Draghi e l’incapacità di non riuscire a far funzionare quella condotta, di lotta e di governo, che finora aveva dato buoni frutti. Senz’altro, una certa confusione ha generato quel tenere atteggiamenti poco chiari rispetto al green pass, ai vaccini, al fronte no vax, conseguenza diretta di sedere nel governo che ha messo in piedi il green pass appunto, e sta spingendo in tutti i modi per rendere irrinunciabile il vaccino, pena l’esclusione dalla socialità oltre che dal lavoro.  Senza dubbio, il problema si pone anche nei confronti di quell’elettorato in attesa e speranzoso di un Centro moderato, capace di dialogo, che respinga la corsa verso Destra del Carroccio, in gara con un partito, nuovo solo di facciata, come il partito di Giorgia Meloni, capace di mettere insieme reazione e istanze sociali ben conosciute dai tempi del Movimento Sociale e ancora ben vive. Tutto ciò è senz’altro vero, come è vero che esiste in Italia, forse minoritario ma senza dubbio consistente, un gruppo di elettorato che, dopo aver ritenuto che la Lega fossecapace di occupare quello spazio del famoso Centro che corrisponde al Centrodestra, lasciando al Centrosinistra la sua metà, potrebbe persuadersi che l’operazione non sia riuscita. Chi guarda a Giorgetti, nella Lega, forse ritiene che l’esperimento, in questo frangente storico e dopo la riunione del partito, non sia più verosimile. Ma insieme a questo, per quanto riguarda la Toscana, c’è anche un dato squisitamente locale. Dubbi, mugugni, accuse aperte, il sospetto è che dietro a queste fughe ci sia una gestione del partito non condivisa da un gruppo che si fa via via sempre più consistente. O meglio, che qualcosa non funzioni nella cinghia di trasmissione fra base, quadri e vertici. Qualcosa che avrebbe a che fare, sentendo varie opinioni, con la democrazia interna. Qualcosa che si è inceppato e che viene fotografato anche da un altro dato, già reso noto dalla stampa cittadina, che tuttavia è stato minimizzato dal coordinatore regionale Lolini, che ha parlato di “campagna (tesseramento) ancora in corso”. Si tratta della situazione tessere all’8 ottobre 2021. Analizzando per provincia il numero di cedolini inseriti, all’8 ottobre di quest’anno ad Arezzo risultano 152, a fronte dei 320 dello scorso anno, con una perdita di 168 tessere. A Firenze sono 406, contro i 682 dell’ottobre 2020 (-276), a Grosseto 131 contro 405 con una perdita pari a 274, a Livorno 148 contro 614, meno 466. A Lucca si passa dai 571 cedolini del 2020 ai 186 dell’8 ottobre di quest’anno, -385. Più contenuta la perdita a Massa Carrara, roccaforte della Lega, in cui a fronte dei 269 tesseramenti dell’ottobre 2020, le tessere 2021 sono 238, con una perdita “moderata” a -31. A Pisa, da 715 si passa a 494, in perdita di 221. Passando a Pistoia, da 404 a 355, si va a – 49. A Prato la perdita è limitata a 15 tesseramenti, da 106 a ottobre 2020 ai 91 di quest’anno. A Siena, la perdita ad ora è di 355 tesseramenti, da 590 a 235. In generale, si passa dai 4.676 cedolini del 2020 ai 2.436. La perdita è di 2.240 tesseramenti.

Infine, nel calderone ribollente in cui si sta rimodellando il centrodestra e in cui la Lega giace in mezzo al guado, potrebbero emergere altre ipotesi. Da un lato, per quanto rgiuarda la temperie locale, forse l’incapacità del partito di cogliere i veri motivi della sconfitta subita alle regionali con la candidatura di Susanna Ceccardi; dall’altro, qualcuno ipotizza che lo smarcamento dalla Lega, e l’ansia di Centro che si ritrova in molti fuoriusciti (o “allontanati”) sia di buon auspicio per un altro corpo politico nascente, che sembra volersi occupare (ed occupare) proprio quello spazio (il centro che guarda a destra) ancora vacante, vale a dire, il partito di Matteo Renzi. Anche se nella strada che forse potrebbe  invogliare l’ex sindaco fiorentino, ci sono ancora due formazioni, ad ora piuttosto imprevedibili, ovvero Calenda e ovviamente Forza Italia, in piena crisi di cambiamento.

 

 

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una ventina di nomi.

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