energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Fusco: “A Vicchio per dare il massimo” Sport

Lunga intervista concessa da Michael Fusco, difensore centrale quest'anno in forza al Vicchio, squadra che milita nel girone B del campionato d'Eccellenza. Il ragazzo classe 1991, ex Empoli, Cappiano Romaiano e Borgo a Buggiano (col quale ha vinto il campionato Serie D nel 2011) racconta del suo percorso calcistico e di questa prima parte del campionato, ormai giunta al giro di boa, che vede la sua squadra in un'infelice posizione di classifica. La società mugellese, neopromossa dal campionato Promozione, dopo una serie di 7 sconfitte consecutive sembra aver ripreso la giusta rotta grazie alla vittoria col Porta Romana e al pareggio contro il San Donato Tavarnelle (altra ex del giocatore pratese) e adesso vuole puntare con decisione alla salvezza.

Quando hai iniziato a giocare a calcio e quali esperienze hai maturato?
"Ho iniziato a giocare a sei anni, nel Maliseti. Poi a 11 sono passato al Margine Coperta e a 16 all'Empoli, dove ho fatto gli Allievi Nazionali. Con il Cappiano Romaiano ho vinto il campionato Beretti, così sono stato acquistato dal Borgo a Buggiano dove ho fatto due anni di Serie D. Il primo anno siamo arrivati a metà classifica, mentre il secondo abbiamo vinto il campionato. Nel passaggio in Lega Pro, però, sono stato ceduto al San Donato Tavarnelle e, infine, sono arrivato al Vicchio, quest'anno."

Parlami della tua società. Come ti trovi?
"Niente da ridire, mi trovo bene. La società non ti tiene il fiato sul collo e ti permette di pensare solo ed esclusivamente a fare il calciatore. Ovviamente, come in tutti i posti, quando i risultati non arrivano è normale che spuntino fuori delle domande sulla squadra."

Infatti, dopo un inizio di campionato positivo, con un'imbattibilità mantenuta per 5 giornate, è arrivata una serie di ben sette sconfitte consecutive che vi ha gettato di colpo in fondo alla classifica. Cos'è successo?
"E' stato come se non ce ne girasse una per il verso giusto, anche se noi abbiamo sempre dato il massimo. Gli infortuni e le espulsioni, poi, non ci hanno di certo aiutato. Ovviamente questo non è un alibi, ma la mancanza di giocatori importanti si è fatta sentire. Probabilmente avremmo dovuto metterci più testa e rabbia per compensare tali mancanze e lavorare ancor di più sul campo per levigare errori tattici e tecnici. La maggior parte dei goal presi sono stati per causa nostra, o per troppa superficialità o a causa di qualche errore di lettura."

A proposito d'infortuni, il tuo ti ha costretto a stare fuori per diverso tempo.
"Sono stato fuori circa un mese e mezzo. Mi sono infortunato alla terza giornata contro il Castelnuovo e sono rientrato contro la Colligiana."

Torniamo al campionato, e alla piccola "svolta" di due settimane fa contro il Porta Romana, che è stato un trampolino morale per la vostra successiva impresa contro il San Donato Tavarnelle. Cos'è che vi ha sbloccati?
"Le partite perse ci sono servite da lezione, hanno fatto capire soprattutto ai ragazzi che non hanno mai fatto questi campionati che per giocare ci vuole cuore, senza di quello anche il giocatore più preparato, sotto ogni punto di vista, rischia di trovarsi in difficoltà. La vittoria con il Porta Romana è servita per uscire dal periodo di crisi. Anche lì siamo rimasti in nove, ma nonostante ciò abbiamo retto fino alla fine. Lo stesso vale per la partita contro il Tavarnelle: siamo rimasti in dieci, ma siamo riusciti a strappare il pareggio."

Questa Domenica affronterete il Calenzano di Mister Signorini, un'altra squadra che la scorsa giornata ha fatto l'impresa contro una "grande". Che partita dovremo aspettarci?
"Sicuramente non sarà una partita facile: il Calenzano viene da una vittora con la Sangiovannese, perciò saranno carichi e pronti a cercare altri tre punti. Noi ovviamente faremo la nostra parte, vogliamo dimostrare che in questo campionato ci siamo anche noi e che quelle partite perse sono già acqua passata. Li affronteremo con la massima determinazione possibile cercando di portare a casa i tre punti. Tra gli assenti avremo senz'altro Zeni, che è stato espulso col San Donato, e Salti che deve ancora scontare la squalifica. Ma gli altri sono tutti abili e arruolati.
Poi avremo il Sansovino, sempre in casa.
Cercheremo di chiudere queste due partite con sei punti, ma la palla è tonda e di conseguenza daremo il massimo per far sì che ruzzoli dalla nostra parte."

Quali erano gli obiettivi d'inizio campionato, e quali sono quelli attuali?
"Così come prefissato ad inizio anno l’obiettivo del Vicchio rimane raggiungere la salvezza. Cerchiamo di giocarcela con tutte le avversarie mostrando il nostro calcio, divertendoci e facendo divertire."

Com’è il tuo rapporto con l’allenatore?
"Mister Santoni l'ho conosciuto quest'anno, non l'avevo mai avuto come allenatore e nè l'avevo mai incontrato fra gli avversari. Gli piace sempre giocare il pallone e questa è una cosa molto positiva ed inoltre è una persona aperta, disponibile e pronta ad ascoltare i consigli del gruppo. Anche questa cosa è utile per far crescere il livello della squadra."

Lo spogliatoio è unito?
"Sì, è un gran gruppo. In quel periodo di crisi siamo rimasti uniti, abbiamo esposto ciò che probabilmente non andava e quanto pare sembra che ne stiamo venendo fuori, anche se la strada per la salvezza è ancora molto lunga e piena d’insidie."

Chi è il vostro giocatore più rappresentativo della squadra, il leader?
"E’ sicuramente Daniele Geri. Lui rema sempre nel verso giusto, si prende la briga di richiamare all'ordine i compagni e aiuta quelli più giovani a crescere mettendo in campo la sua esperienza ed i suoi punti di vista. La loro parte ovviamente la fanno anche Vivoli, il capitano, ormai a Vicchio da molto tempo, e Giannoni."

Un’ultima domanda sul tuo futuro. Dove ti vedremo nei prossimi anni?
"Non saprei, ora come ora voglio solo pensare a far bene nella squadra in cui mi trovo e dare sempre il massimo in ogni allenamento ed in ogni partita in modo tale da poter lasciare anche un bel ricordo se le strade dovessero dividersi. Mi trovo molto bene qui, ma ovviamente punto sempre a fare ancora di più. Non voglio considerarmi arrivato."

Alessandro Testa

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »