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Legale di Fusi: “Chiederemo revoca dei domiciliari” Cronaca

"Chiederemo la revoca della misura degli arresti domiciliari perché riteniamo non sussistano le pretese esigenze cautelari del pericolo di reiterazione del reato". Così Alessandro Traversi, legale dell'ex patron del gruppo di costruzioni Btp Riccardo Fusi, che da ieri si trova ai domiciliari con l'accusa di bancarotta fraudolenta per distrazione.
"Al mio cliente viene contestata la distrazione di svariati milioni di euro, ma non sono soldi che si è messo in tasca lui, non è un imprenditore che ha preso i soldi ed è scappato", ha commentato il legale. Quanto alle operazioni contestate a Fusi, "si tratta di normali operazioni infragruppo che si fanno all'interno delle società". L'interrogatorio di garanzia, che si terrà davanti al gip di Firenze Angelo Antonio Pezzuti,  è fissato per lunedì 9 settembre alle 11.

L'indagine è uno sviluppo di quella principale, che verte sulla cosiddetta “cricca”, procedimento in cui, per la vicenda della scuola marescialli di Firenze, Fusi  è stato condannato a Roma in primo grado. L'ipotesi della procura di Firenze  sarebbe la seguente: l'imprenditore pratese avrebbe architettato una serie di operazioni tra le società del gruppo Btp al fine di distrarre capitali per circa 15 milioni di euro, finiti, almeno in parte, nelle sue tasche. Per le vicende che hanno portato all'arresto di Fusi, sono indagati a vario titolo anche altri quattro amministratori delle società Gr Partners e Finmari, facenti capo al gruppo Btp.
La Gr Partners, di cui Fusi era amministratore di fatto, avrebbe distratto la somma di 12,7 milioni di euro mettendo in atto finanziamenti in favore della partecipata Finmari eccedenti rispetto alla sua quota di partecipazione, pari al 10%. Parte del denaro, proveniente in gran parte dal sistema bancario, sarebbe stato destinato a titolo di restituzione di finanziamento a Fusi, per una somma di 3 milioni e 230 mila euro, e a un suo socio, per 2 milioni di euro. E questo “giochino” avrebbe provocato  il dissesto finanziario della società.

E bancarotta viene contestata dalla procura per la Finmari, per la distrazione di circa 3 milioni di euro, somma erogata quando la società versava in stato di insolvenza, in favore di Riccardo Fusi (589 mila euro) e di un altro socio (2 milioni e 472 mila euro) in veste di restituzione di finanziamenti. Infine ricordiamo che, sempre nell'ambito della stessa indagine, Fusi resta indagato anche per le vicende legate al Credito Cooperativo fiorentino che fu di Denis Verdini.

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