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Fusione e recupero crediti. La sfida di Legacoop per resistere alla crisi Economia

Ma nell'ultimo anno la situazione è peggiorata. Il presidente Migliarini lancia un'appello all'aggregazione per accrescere la competitività. Nel triennio peggiore dell’economia italiana hanno continuato a produrre ricchezza, creare lavoro e accumulare crediti. Ma adesso, per le cooperative dei servizi, che contano in Toscana oltre 400 imprese e 25 mila addetti, la vera sfida è diventare competitive. «La Toscana ha davanti a sé molte sfide – ha spiegato il presidente di Legacoop servizi Toscana, Angelo Migliarini, all’assemblea delle cooperative che ha gremito oggi l’Auditorium di Sant’Apollonia – Dalla gestione dei servizi idrici a quella del sistema integrato dei rifiuti, senza dimenticare la partita decisiva dell’ammodernamento delle infrastrutture, tra cui l’integrazione degli aeroporti di Pisa e Firenze, la “Due Mari” e la “Tirrenica”, il porto e le strutture intermodali di Guasticce e Gonfienti, vogliamo provare a giocare un ruolo di partner industriale per la nostra regione. Ma per farlo dobbiamo innanzitutto guardarci allo specchio». La sfida della competitività si giocherà nell’immediato futuro su due fronti: lotta alla frammentazione e recupero dei crediti. «Il nostro settore sconta una frammentazione eccessiva – ha specificato Migliarini – La maggior parte delle nostre cooperative è di media e piccola dimensione. La soluzione? Fusioni, o altre forme di aggregazione, dai consorzi ai gruppi di filiera. L’integrazione è l’unico strumento per aumentare la scala dell’impresa». «Non sarà facile –  ammette –  ma è una strada ineludibile». «E da percorrere in tempi brevi –  ha aggiunto Stefano Bassi, presidente di Legacoop Toscana –  Se fino al 2011 il mondo cooperativo ha retto alla crisi, anche grazie a strutture patrimoniali solide create nel passato, ora questa valvola di sfogo sta finendo. Le cooperative, specialmente di alcuni settori, devono attuare cambiamenti al loro interno. Ma occorrono anche misure a livello nazionale per risolvere il problema del ritardo nei pagamenti». E questa è infatti la seconda partita su cui le coop si giocheranno il futuro. Il Rapporto 2012 sull’andamento delle cooperative associate a Legacoop servizi Toscana basato su bilanci chiusi al 31 /12/2010 e sul confronto con il biennio precedente, curato da Eleonora Vanni, stima un accumulo di crediti verso i clienti per oltre 366 milioni di euro, con un aumento percentuale del 4,3% rispetto all’anno precedente. «Se un tempo si moriva di debiti, oggi si muore di crediti –  conferma Migliarini – Ci sono cooperative che non vengono pagate da oltre un anno».  La fotografia dello stato del settore cooperativo dei servizi dopo i primi 3 anni di crisi restituisce comunque un’immagine positiva. La ricchezza prodotta nel 2010 ammonta a 587 milioni di euro (+4,26% rispetto al 2009). «Una ricchezza da imputare per il 91,20% all’aumento alla crescita dei conferimenti da lavoro – si legge nel Rapporto – e  riversata sui soci per il 70% ». Nel 2010 il fatturato globale è stato pari a 1.002.952.067 di euro, distribuito tra i settori Logistica e trasporti (34%), sociale (32%), multiservizi (14%), ristorazione e turismo. L’iscrizione di 2000 nuovi soci, di cui 1800 soci-lavoratori, ha determinato un incremento occupazionale del 5,48%. Sono cresciuti però anche i debiti verso le banche, passati in 3 anni da 164 a 185 milioni di euro. Fino al 2010 il sistema nel suo complesso ha retto, nonostante un incremento del costo del lavoro superiore al 5%, riuscendo a mantenere il 91% di occupazione a tempo indeterminato. «Ma nell’ultimo anno c’è stato un forte rapido aggravamento della situazione – ha specificato la Vanni –  Le ricadute della crisi si sono fatte sentire anche nel mondo cooperativo, con una forte riduzione della produzione economica e delle risorse». E il segretario della Cgil Toscana, Alessio Gramolati, ha lanciato un allarme sull’occupazione. «Per la prima volta un settore che  è stato sempre anticiclico segna un’inversione di tendenza, con un arretramento occupazionale di alcune centinaia di unità –  ha detto – Preoccupano in particolare le difficoltà che sta vivendo il sistema della portualità di Livorno, in cui operano moltissime cooperative, anche a causa delle difficoltà di accesso al credito».

 

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