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Fusione Figline-Incisa: i sindaci chiedono legge regionale Politica

 

E’ stata la Casa Petrarca di Incisa a sancire la firma ufficiale della lettera con la quale i sindaci Riccardo Nocentini e Fabrizio Giovannoni chiedono al Presidente della Regione, Enrico Rossi, di elaborare e presentare al Parlamento toscano una proposta di legge di fusione dei due Comuni di Figline e Incisa. Una firma importante avvenuta in un luogo fortemente simbolico per il territorio valdarnese, dove trascorse alcuni anni della sua vita una delle personalità fondamentali per la letteratura mondiale e per il successivo periodo dell’Umanesimo. Le due pagine sottoscritte stamani, dunque, rappresentano la volontà dei rispettivi Consigli comunali, che due settimane fa votarono all’unanimità una mozione che impegnava i due sindaci ad attivare l’iter per chiedere la legge e il conseguente referendum.
Con questa firma rendiamo concreta la volontà dei Consigli comunali – hanno spiegato il sindaco di Figline, Riccardo Nocentini, e quello di Incisa, Fabrizio Giovannoni – che attraverso il loro voto unanime ci hanno impegnati a richiedere la legge di fusione dei Comuni passando per il referendum del 2013. Abbiamo voluto firmare questa richiesta a Casa Petrarca per il suo valore simbolico, ma anche perché a marzo qui si è tenuto uno dei più importanti convegni sulla nostra fusione, al quale partecipò anche l’assessore regionale Riccardo Nencini”.
La lettera firmata a Incisa ripercorre quelle che finora sono state le tappe più significative di questo percorso, sia a livello istituzionale che sotto il profilo del coinvolgimento della cittadinanza attraverso il percorso partecipativo “Com-Unico”, realizzato in collaborazione con il Communication Strategies Lab di Unifi. Nel testo si sottolinea come questo percorso verso la fusione stia diventando qualcosa che va oltre la semplice somma delle due amministrazioni: è infatti un cambiamento complessivo del modo di governare e dello stesso rapporto tra cittadini ed istituzioni per creare non solo un nuovo soggetto istituzionale, ma una comunità nuova.
“Si tratta di un passaggio fondamentale nel percorso di fusione che ci vede impegnati a livello regionale e non solo – hanno concluso i sindaci Nocentini e Giovannoni -. Per essere seria ed efficace la riforma degli enti locali deve passare dalla riduzione dei Comuni, che nel nostro Paese sono ben 8092. Fino ad oggi fondere i Comuni è stato però un tabù e lo dimostra il fatto che negli ultimi 20 anni non si sono mai unite realtà superiori ai 15mila abitanti. Il nostro caso è quindi una novità assoluta e infrange questo tabù con la creazione di una nuova comunità di 24mila persone che sono e saranno coinvolte in questo percorso”.
Nelle prossime settimane i due sindaci si recheranno in Regione per consegnare personalmente al Presidente Enrico Rossi la lettera in cui si richiede di elaborare la proposta di legge per la fusione. (COM)

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