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Fusione Mukki-Centrale di Torino, nasce il terzo polo caseario italiano Economia

Firenze – Matrimonio “Reale” verrebbe da dire, per la Mukki e la Centrale di Torino. In coppia, la Centrale del latte di Firenze, Pistoia e Livorno e la Centrale del Latte torinese diventano la “Centrale del Latte d’Italia”. E la differenza è tangibile: il nuovo nato sarà dotato di 5 stabilimenti per un totale di 430 dipendenti, e il fatturato ereditato sarà di 200 milioni di euro. In sintesi, la fusione avrà il risultato di mettere in piedi un polo interregionale del latte (e di prodotti lattiero caseari), che sarà il terzo in Italia e che tuttavia vedrà la sede del’azienda toscana restare a Firenze. E la città non perderà neppure il “nome” cui sono affezionate generazioni di fiorentini: rimarrà il marchio Mukki, ma dipendente dalla Cli, ovvero dalla nuovissima Centrale del Latte d’Italia. 

“L’aggregazione firmata oggi risponde al progetto di valorizzazione del territorio piemontese e toscano assicurando certezza sul perseguimento degli obiettivi e sul futuro delle due aziende. Il progetto che sarà sottoposto alle due città e agli altri soci – hanno commentato il sindaco torinese Fassino e il fiorentino Nardella, insieme a Parigi per il vertice dei sindaci alla Conferenza Cop21 – va nella direzione anche della riorganizzazione delle partecipate italiane e della creazione di grandi player nazionali”.

La calendarizzazione delle approvazioni previste dai CdA delle società per quanto riguarda il progetto di fusione vede una prima scadenza il 25 gennaio 2016, mentre, per quanto riguarda le assemblee straordinarie delle società, si parla del 25 marzo 2016. 

Andando infine a indagare i nuovi assetti azionari che scaturiranno dalla fusione, Finanziaria Centrale del Latte di Torino S. p. A. si porterà al 36,99%, il Comune di Firenze  al  12,25%, Fidi Toscana S. p. A. al  6,83%, il Comune di Pistoia al 5,26%. 

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