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Futuro e Libertà, Pollina coordinatore della Toscana Politica

Per acclamazione, in una selva di mani alzate: così è stato eletto ieri pomeriggio, appena prima del discorso di Gianfranco Fini, il primo coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Angelo Pollina. Un’acclamazione che è stata preceduta, in mattinata da una relazione corposa in cui di fatto Pollina presenta il programma di cambiamento per la Toscana, toccando i punti nodali: infrastrutture e viabilità, casa, giovani, lavoro, ricambio della classe politica. Il problema della casa e del lavoro, in particolare, sono segnalati come punti di particolare gravità, su cui non è possibile aspettare oltre: la proposta in tema di case si incardina sulla necessità di inserire un canone di “affitto virtuoso” insieme alla revisone delle graduatorie e all’incentivazione delle procedure di riscatto delle abitazioni pubbliche. Grazie ai soldi ricavati dalle vendite, si può pensare, spiega Pollina, non solo a costruire nuove case, ma a progetti innovativi per la costruzione modulare di abitazioni sostenibili e a basso costo, arrivando ad offrire ad offrire agli utenti un prodotto non solo ecosostenibile, ma dal costo di circa 1000 euro al metro quadro. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, oltre al superamento del dualismo fra lavoratori a tempo indeterminato e precari, operazione che si rivolge alla flessibilità, Pollina introduce la proposta, per i giovani, di mettere un limite di tre anni agli anni di precariato, dopodiché  si passa a 3 anni di apprendistato, mentre, parallelamente, si introducono agevolazioni fiscali alle imprese che assumono lavoratori over 45-50 anni. Un altro punto particolarmente sentito, la necessità di procedere all’accorpamento dei servizi nei comuni sotto i 10mila abitanti, riduzione dei dipendenti pubblici, privatizzazione di alcuni servizi ove necessario, taglio delle Province italiane, “una mossa – continua Pollina – che permetterebbe di risparmiare circa 14 miliardi di euro”. Ancora: in tema di ricambio della classe politica, si annuncia la decisione di candidare ai comuni consiglieri non sopra i 40 anni d’età, e cominciare a prendere in considerazione i limiti di mandato. Infine, battaglia contro la legge elettorale, e particolare attenzione all’ambiente e alla green economy.
Comincia dunque così, per la formazione politica di Gianfranco Fini, l’organizzazione sistematica della struttura politica. Un segnale importante che marca la differenza, sottolineata anche dai suoi promotori, con la vecchia PdL: il congresso vota i propri rappresentanti. Non nomine, dunque, ma elezione da parte della base. E poco importa che l’unico candidato sia già espresso e sicuro del risultato della “conta”, Angelo Pollina, di fatto già investito del ruolo: comincia infatti da quelle mani alzate il percorso di qualcosa che i suoi fondatori vogliono interamente nuovo e diverso. Talmente nuovo, almeno nelle intenzioni, che in prima fila stanno seduti una serie di ospiti dall’atteggiamento diviso fra il curioso e il ben disposto verso questa creatura che sta cominciando, almeno stando ai sondaggi, a crescere: oltre ai rappresentanti delle altre forze del Terzo Polo, il coordinatore regionale dell’Api Pierluigi Piccini e Lorenzo Zirri, coordinatore regionale dell’Udc, portano i saluti e gli auguri di buon lavoro il presidente della Provincia Andrea Barducci e l’onorevole Valdo Spini, capogruppo della lista civica presente in consiglio comunale “Spini per Firenze”. Un brevissimo intevento, forse un po’ impacciato, anche  dell’esponente della PdL Simone Bandini. Nel primo pomeriggio, giunge anche l’assessore comunale Massimo Mattei.
Roberto Menia, ex-sottosegretario del governo Berlusconi all’opposizione in seguito al gran rifiuto, riassume brevemente i contenuti politici della nuova formazione: rivendica la capacità di vedere lungo, e giusto, sulla parabola del governo in carica, rivendica la purezza e dignità di una scelta che ha portato il gruppo dei fuoriusciti a subire attacchi e pressioni enormi e continue.
Infine, Gianfranco Fini chiude il congresso. Un discorso, il suo, tutto incentrato sulla necessità di porporre nuove idee e nuove soluzioni. “C’è un ampio prato davanti a noi – dice – ma potremo inoltrarci solo se riusciremo a proporre programmi e soluzioni innovativi. E’ questo ciò che la gente si aspetta da noi”. Una nota forte sull’equità sociale: “Bisogna smettere di pensare che la Pdl sia un club di miliardari. E’ necessario che ci si renda conto che chi ha di più deve contribuire al nostro paese”.

Foto wwwfuturoelibertapisa.it

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