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G8 a Firenze nel 2017, parte la stima degli investimenti Cronaca

Più che una proposta, quella del premier Renzi di candidare Firenze a città ospite del prossimo G8, sembra cosa fatta. Dario Nardella, sindaco reggente con il prossimo mandato già in tasca, non ha perso tempo e stamattina ha comunicato la stima degli investimenti cui la città andrà incontro nei tre anni scarsi che la separano dall’evento. Il termine di paragone – i cui dati sono stati forniti dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale – non poteva che essere l’ultimo vertice italiano, riunitosi a l’Aquila nel 2009 all’indomani del sisma che la sbriciolò. È alla luce del fiume di milioni ricaduto sull’Abruzzo, quindi, che Firenze osserva oggi la sfera di cristallo, vede e prevede, sopendo con ogni probabilità i gesti scaramatici del caso. In fondo è tutto intatto. Si tratta allora di prepararsi a ospitare un evento senza precedenti nella storia della città, chiudendo i cantieri aperti, tirandone su di nuovi e riqualificando qua e là, senza trascurare misure di sicurezza e viabilità. Firenze ha del resto importanti precedenti dalla sua (superati a tenuta stagna) per dormire sonni più o meno tranquilli in vista dell’arrivo del mondo più blindato che ci sia. La Fortezza ospitò Il Consiglio Europeo nel 1996, mentre il 1999 vide i leader democratici di tutto il mondo riuniti a Palazzo Vecchio per la Conferenza sul Riformismo nel XXI secolo. Cosucce rispetto al Social Forum del 2002 quando, dopo il G8 di Genova e (soprattutto) l’11 settembre, l’intero impianto dell’ingegneria convegnistica parve improvvisamente proiettato in un futuro asimoviano. In tempi più recenti, la città ha ospitato i Mondiali di Ciclismo (epocali – nella mente dei più – per la riasfaltatura di 40 km di strade urbane).

Tutti eventi che Nardella ha ricordato con orgoglio, dichiarandosi entusiasta e pronto a cogliere adesso la sfida del G8. “Dovremo farci trovare pronti, sia sotto il profilo organizzativo, sia per investimenti e opere correlate. Per la città è un occasione unica, dal non perdere, per prestigio e per la portata dell’impatto economico che avrà”. I numeri, allora. “Il vertice dell’Aquila ha comportato investimenti in opere pubbliche per 185 milioni di euro. Esclusi i costi dell’organizzazione in senso stretto, che stimeremo al più presto, possiamo aspettarci un investimento per Firenze di 200 milioni. È una stima che – proporzionata all’ultimo G8 italiano – corrisponde al fabbisogno”. C’è di buono che, in gran parte, andranno spesi entro l’inizio, per “opere connesse alla realizzazione dell’evento e per una serie di eventi correlati” – provvedimenti su infrastrutture che resteranno, a luci poi spente, alla città.

L’arteria dei finanziamenti pulserà soprattutto attorno all’area cittadina che ospiterà concretamente il vertice, ovvero la direttrice che si svilupperà tra il Palazzo dei Congressi e il Teatro dell’Opera e di cui la Fortezza da Basso sarà il cuore epicentrico. Ecco allora che il piano di interventi riguarderà soprattutto la riqualificazione della Fortezza, la risistemazione del Palazzo dei Congressi e la realizzazione del nuovo Auditorium collegato al Teatro dell’Opera. “Il progetto di riqualificazione della Fortezza è di circa 100 milioni di euro”, ha dichiarato Nardella. “Intendiamo utilizzare il grosso, quindi, di ciò che arriverà per il G8, su una struttura di cui si discute da anni e che potrà finalmente trovare l’approdo definitivo ospitando il vertice. La riqualificazione del Palazzo dei Congressi  comporterà una spesa decisamente inferiore, tra i 5 e i 10 milioni”

Quanto all’Auditorium, “lotto eventuale” previsto per il 150° dell’Unità d’Italia e rimasto alle buone intenzioni, l’investimento previsto per rimpolpare il Polo della Musica si aggira attorno ai 60 milioni di euro. “Avrà 1100 posti suddivisibili in due sezioni – ha specificato Nardella – e si presterà quindi a ospitare anche più appuntamenti contemporaneamente”. Ma non finisce qui. Stando a quanto dichiarato dal sindaco ad interim, si avrà il completamento delle strutture ricettive delle Cascine (area scuderie – centro visite) per un investimento di 15 milioni. Altrettanti sono previsti per il sistema dei parcheggi scambiatori della cintura periferica della città, per garantire il migliore accesso possibile. Ancora: rafforzamento e implementazione delle strutture ricettive (a riguardo, Nardella ha dichiarato come in cima alla lista di priorità vi sia il vecchio teatro Comunale – oggi di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti – per cui è previsto un fondo ad hoc di investimenti di onere privato connesso alla riqualificazione) e la chiusura dei cantieri della linea 2 e 3 della tramvia, ad oggi progetto ancora in mente Dei. Un miracolo? Forse no. Nel 1996, solo a titolo di esempio, arrivarono a Firenze 40 miliardi di lire. Con quei soldi furono realizzati il restauro della Palazzina Lorenese della Fortezza, un modulo aggiuntivo dell’aeroporto e numerosi nuovi accessi alla città, per un totale di 86 interventi sulle infrastrutture.

Il progetto, adesso, è a dir poco ambizioso, anche in termini di sicurezza e di pericolo contromanifestazioni, che Palazzo Vecchio si riserva di valutare al più presto. I tempi, poi. “Due anni e mezzo sembrano tanti – ha concluso Nardella – ma per quello che c’è da fare per farsi trovare pronti, non c’è un giorno da perdere”. Considerata la coté miracolistica delle promesse da mantenere per tagliare in tempo svariati nastri rossi,  forse non c’è da perdere neanche un nanosecondo. Di occasioni di fuoco con cui mettersi alla prova, del resto, ve ne saranno altre, prima del G8. A novembre 2015 il Papa farà un salto a Firenze. Per dirne una.

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