energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Gabriel Pastor Guzmán: pittura degli opposti Cultura, My Stamp

Madrid – Gabriel Pastor Guzmán: pittura degli opposti.

Oltremodo schivo, è difficile stabilire un contatto diretto con Gabriel Pastor Guzmán il quale, pur non amando parlare di sé,  esprime tutta la sua delusione per un’umanità avara di sentimenti. In breve, sembrerebbe questo  l’abbozzo di un profilo scolpito a scalpello di Gabriel Pastor Guzmán, artista madrilèno dalle indubbie capacità espressive  in ambito figurativo, letterario e musicale.

Gabriel vive e lavora a Madrid presso la Fundación de Amigos del Museo del Prado. In questa  città ha studiato economia prima di iscriversi alla Facoltà di Belle Arti, presso  L’Università Complutense, per poi perfezionarsi nell’ambito della “illustrazione”.

Gabriel  non ama lavorare su commissione e preferisce regalare le sue opere, frutto di una sua ricerca espressiva. Critico nei confronti  del mercato artistico afferma : “Non mi piace vendere. Non mi piace attribuire un prezzo e un valore alle mie opere. Preferisco regalare i miei quadri”.

Quasi da dietro un velo, raffigura volti di personaggi  stimati ed ammirati a distanza.

Non ha mai portato a termine i suoi studi in Belle Arti e non ha mai esposto i propri quadri in una mostra. Gabriel confessa di non sentirsi a proprio agio nel mondo dell’arte e ha scelto un profilo “underground” per la sua produzione, prevalentemente a olio, in cui la tecnica materica, che segue il proprio stato d’animo, si diluisce talvolta nella trementina fino alla trasparenza dell’acquerello.

Dichiara di aver subito il fascino e di stimare in modo particolare un paio di artisti:  il tedesco Till Gerharde e il danese Johnny Tass.

Di lui la storica e critica d’arte Monica Serrano Segui scrive:

“Questi  ritratti di figure enigmatiche, colori contrastanti ed espressive pennellate, nascondono qualcosa che ad un primo sguardo non riusciamo bene a capire: sorrisi che non ridono, occhi che non guardano, esseri che non sentono;  fisionomie che vanno dalla satira al picaresco, dall’ironico all’inquietante, dal torbido allo spiacevole. Questi personaggi  ci attraggono con forza per poi espellerci con violenza; provocando, di fronte alla nostra incapacità di entrare in loro, una forte impotenza: la stessa che prova Gabriel dentro di sé.

Dato che i modelli non hanno posato per lui e che non c’è una vera captazione psicologica, i protagonisti rimangono nel piano figurativo come enti inerti; respingendoci dalla loro realtà e trasformandosi nella maschera che occulta l’anima dell’artista, perché l’obiettivo di Gabriel non è parlare dell’interlocutore, ma di se stesso, partendo dai ritratti degli altri per elaborare il proprio.

É necessario mettere in rilievo la sua precisione nel disegno, latente in tutta la sua opera e che lui distorce, dando il via a una maggior espressività che rivela la sua angoscia esistenziale.

Il risultato: una pittura degli opposti. Violenta e pacifica, sentimentale e sarcastica, silenziosa e stentorea; mostrando il suo lato ora impulsivo  ed  espressivo, ora introverso e riflessivo. Per questo motivo, questi ritratti, apparentemente realistici, acquistano un senso sognante e magico, riflettendo lo spirito contraddittorio del suo creatore”.

Hillel Like father like daughter Mind games vai alla Photogallery

Print Friendly, PDF & Email

Translate »