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Galleria dell’Accademia, nuove opere di Mariotto di Nardo e Lorenzo Bartolini Breaking news, Cultura

Firenze – La Galleria dell’Accademia di Firenze arricchisce la sua collezione di importanti acquisizioni e lo fa in tempo record. Non potevano infatti sfuggire agli occhi esperti sia di Angelo Tartuferi grande conoscitore della pittura del Trecento  che della direttrice del Museo Cecile Hollberg alcune opere esposte alla Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze e che adesso entrano a far parte della collezione museale. Quattro tavole di Mariotto di Nardo, due sportelli che raffigurano due coppie di santi, Giovanni Battista e Nicola di Bari, Antonio Abate e Giuliano,  che si trovavano esposti nello stand dell’antiquario Matteo Salomon di Milano, acquistati al prezzo di trecentomila euro e due semilunette una con l’angelo annunziante e l’altra con la Vergine che, ricomparsi sul mercato,  lo stesso Tartuferi ha identificato quali parti terminali superiori degli stessi sportelli e che la Galleria dell’Accademia è riuscita ad assicurarsi con grande tempestività al prezzo di centosettantamila euro.

Preziosissima la decorazione a pastiglia dorata arricchita da una copiosa granitura della superficie, secondo i dettami di Cennino Cennini nel suo libro dell’Arte, per i due sportelli, parti di un tabernacolo di più grandi dimensioni e presenti nella collezione Corsini fino agli anni ’20 del Novecento, mentre delle due semilunette si era persa traccia, a queste sei opere su tavola va ad aggiungersi una statua di Lorenzo Bartolini, un busto raffigurante il ritratto di Giovan Battista Niccolini eseguito nel 1827 presente in Biennale nello stand dell’antiquario fiorentino Giovanni Pratesi e donato dal Museo dall’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze che è presieduta da Fausto Calderai. Stamattina la conferenza stampa di presentazione dell’evento alla presenza della direttrice del Museo Cecilia Hollberg, del vicedirettore Angelo Tartuferi e della d.ssa Cirri responsabile della collezione Bartolini.

“Sono opere magnifiche – ha sottolineato Cecile Hollberg – ed è importante per lo Stato italiano che restino qui, la Galleria è un Museo che cresce, fa ricerca  acquisisce opere, è un museo vivo. Il busto di Niccolini poi torna a casa sua, visto che nella gipsoteca conserviamo il suo modello in gesso, lui che era professore dell’Accademia di Belle Arti autore del teatro a lui dedicato, è un circuito che si chiude con queste opere che sono contenta di accogliere e sono grata all’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia.” “ Fino al 1880 – ha precisato Angelo Tartuferi – le opere di Mariotto di Nardo erano già separati ma presenti nel catalogo della collezione Corsini, poi sono stati dispersi nel mercato antiquario, appartengono al periodo tardo della sua produzione, al 1420, viene definitivamente sgombrato il campo sul fatto che fosse nipote di Andrea Orcagna e quindi appartenente ad una dinastia importante nella pittura fiorentina del suo tempo. Sulle lunette, che sono riemerse in tempi recenti, la decorazione a pastiglia dorata con la granitura del fondo oro da all’insieme una grande raffinatezza. Non è escluso poi che ci fossero altre coppie di santi sottostanti cosicchè il tabernacolo potesse avere ben più grandi dimensioni. Il linguaggio è solenne e c’è un recupero della tradizione fiorentina, rispetto alle opere del primo periodo che risentono ancora dell’influsso tardo gotico di Lorenzo Monaco e dello Starnina.”

Formatosi artisticamente a Parigi nello studio di Jaques-Louis David, Lorenzo Bartolini fu uno dei più grandi ritrattisti della sua epoca grazie alle committenze delle grandi famiglie europee, come quella di Napoleone Bonaparte. Rigore formale della posa e naturalezza espressiva sono le sue caratteristiche che si ritrovano anche nel ritratto di Giovanni Battista Niccolini che lo scultore eseguì di getto nel 1827 anno in cui il letterato mise in scena al teatro del Cocomero di Firenze, poi Teatro Niccolini, l’opera “Antonio Foscarini” che dette vita  ad una sottoscrizione pubblica per il conio di una moneta in suo onore. “Bartolini e Niccolini – ha osservato la d.ssa Cirri – sono legati da interessi culturali e questo busto è legato alla storia fiorentina. Vi si coglie l’aspetto naturalistico del personaggio, l’espressione leggermente corrucciata, il movimento del ciuffo dei capelli, Bartolini riesce a descrivere i suoi personaggi  con grande puntualità e rigore dei dettagli.”

Oggi poi alle ore 19.00 sempre alla Galleria dell’Accademia di Firenze si terrà il concerto Dalla più alta stella dell’orchestra  Capella de La Torre. Il concerto, fortemente voluto da Cecilie Hollberg, Direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze, è organizzato in collaborazione con l’Associazione degli Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze. Il programma prevede un repertorio di musiche rinascimentali – come da allegato – che si ispira alla collezione di opere custodite all’interno della Galleria dell’Accademia, dove è possibile ammirare numerosi dipinti che raffigurano  scene di concerti musicali oltre alla ricchissima collezione di strumenti musicali custodita nel Museo. Altra importante testimonianza della storia degli strumenti musicali è rintracciabile nel superbo Cassone Adimari custodito sempre nella Galleria dell’Accademia di Firenze. In una scena, infatti, è possibile scorgere quella che può essere considerata un’antenata della tromba, che testimonia i progressi già compiti in quell’epoca in campo musicale, durante il quale era già possibile suonare ogni tipo di musica polifonica come per esempio La Frottola (canzone popolare del XV secolo) “Dalla più alta stella”, che narra  la discesa di Minerva a Firenze per aiutare i cittadini a migliorare le competenze tecniche e le arti figurative.La serata è anche l’occasione per iscriversi allAssociazione degli Amici della Galleria dell’Accademia.Il concerto è a ingresso libero fino ad esaurimento posti.Per info: info@friendsofdavid.org

 

 

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