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Gara Tpl, ancora stop: la questione passa alla Corte europea Economia

 Firenze – Il Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio sull’appello presentato da Mobit sull’assegnazione della gara a lotto unico per il servizio di trasporto pubblico locale ( Tpl ) in Toscana, provvisoriamente aggiudicata, poi sospesa, dalla Regione a Autolinee Toscane dei francesi di Ratp, e rimandato la questione alla Corte europea. 

E’ una mezza vittoria per Mobit, consorzio dei vecchi operatori del servizio in Toscana che avevano esplicitamente richiesto un passaggio alla Corte europea. Rimane ancora aperta la questione di chi sarà l’operatore unico del trasporto su gomma in Toscana. Ora si allungano i tempi anche perché solo dopo il parere della Corte, il Consiglio di Stato entrerà nel merito dell’offerta economica se è giusta o meno.

Di fronte al pronunciamento del Consiglio di Stato, la Regione ha già incaricato “i tecnici di analizzare la situazione e proporre ogni soluzione possibile per tutelare, in questa fase, i diritti dei cittadini e dei lavoratori e per rafforzare quel sistema istituzionale, fatto di Comuni e di Province, che a suo dettero mandato alla Regione di portare avanti questa gara”, è scritto in un  comunicato. 

“Abbiamo totale fiducia nella Corte di Giustizia Europea e speriamo in una soluzione rapida che permetta ai viaggiatori di beneficiare di un servizio di qualità”. Questa la reazione a caldo di Bruno Lombardi, presidente di Autolinee Toscane (AT) appena letta l’ordinanza del Consiglio di Stato con cui chiama in causa la Corte di Giustizia Europea (CGUE) sull’esistenza dei requisiti di partecipazione alla gara regionale per la gestione del Tpl, aggiudicata provvisoriamente lo scorso marzo ad AT, azienda del gruppo francese Ratp.

Con questa decisione – aggiunge Lombardi – si prolunga una situazione caratterizzata da quotidiani disagi e proteste da parte degli utenti, per una gestione che ha abbondantemente superato i due anni di deroga previsti dalla normativa, e che quindi dal 2012 viene rinnovata ogni mese e ad un costo per le casse regionali ben superiore (650mila euro in più ogni mese), rispetto quanto offerto da AT.

La decisione produce “un evidente duplice danno: maggiori costi rispetto a quelli previsti dal bando di gara e un servizio qualitativamente peggiore per i cittadini, che ancora non potranno godere dei benefici garantiti dalle offerte valide presentate”, ha commentato l’assessore regionale ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli. “All’Europa, che prevede di fare gare per l’affidamento dei servizi pubblici, oggi l’intero sistema toscano chiede una risposta rapida e chiara. Nonostante una vera e propria guerra di carte bollate, ad oggi non abbiamo trovato un livello della giustizia che sia stato in grado di dire che la gara non è valida”.

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