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Gara Tpl: Mobit attacca, AT e Regione rispondono Economia

Firenze – Botta e risposte nella vicenda infinita dell’assegnazione della gara per il lotto unico regionale del trasporto pubblico locale. Il primo colpo è stato battuto da Mobit, il consorzio delle vecchie aziende locali che ha perso la gara a favore di Autolinee Toscane la società controllata dalla francese Ratp.

La Regione ha stanziato a beneficio di Autolinee Toscane, aggiudicataria del servizio, ma ancora sub judice, ulteriori 17.344.000 euro, pari a circa il 6,80% in più per ogni km di servizio. Perché?”, si chiede la società in un comunicato dal titolo “Soldi in più ai francesi” e sottolinea “il paradosso”:  dal momento che con questa elargizione “l’offerta di Mobit, sempre sul tavolo, a questo punto risulta assai meno costosa, oltre ad essere stata valutata migliore per qualità del servizio offerto già in sede di gara”.

La risposta di Autolinee Toscane non si è fatta attendere: Mobit si ostina ad “avvelenare il clima e ad alimentare sospetti infondati”. Si tratta di un adeguamento più che giustificato previsto anche dall’accordo sottoscritto anche da Mobit nel 2017. In realtà, sostiene il presidente Bruno Lombardi, “la Regione risparmierà 10 milioni rispetto a quanto versato a Mobit per il contratto ponte e ben 6 milioni all’anno rispetto all’offerta fatta da Mobit”.

Negli stessi termini anche la risposta dell’assessore a Trasporti Vincenzo Ceccarelli: Paradossale è la posizione di Mobit, che dal un lato pretende di far credere che sarebbe pronta a garantire il servizio di trasporto pubblico locale in Toscana fino al 2031 sulla base di un offerta presentata nel 2014, senza alcun adeguamento, e dall’altro – indossando la giacchetta di On Scarl, la società composta dalle stesse aziende di trasporto che ha gestito il servizio nel 2018 e nel 2019 grazie al contratto-ponte – non solo ha ottenuto 10 milioni in più all’anno, ma ci sta addirittura chiedendo un ulteriore riequilibrio, che per la Regione significherebbe una spesa aggiuntiva di diversi altri milioni. Questo è un vero paradosso, non il rispetto dell’esito di una gara pubblica europea e l’adeguamento necessario a rendere sostenibile il servizio, visto che dal 2013, anno in cui la gara è stata bandita, ad oggi il quadro del trasporto pubblico in Toscana è cambiato, come tutti possono facilmente constatare”.

L’assessore ha ricordato che la Giunta regionale toscana ha applicato, dopo aver chiesto un parere ad Anac, quanto previsto dall’accordo a latere firmato con Autolinee Toscane e Mobit in parallelo al contratto ponte. In applicazione di tale accordo è stato deliberato di aggiornare la base di gara con il coefficiente inflattivo previsto negli stessi atti di gara e valevole per entrambi i concorrenti. Ciò ha determinato, per il prossimo anno di esercizio il corrispettivo per Autolinee Toscane di 273.435.732 euro. Nonostante tale aggiornamento, il risparmio che questo nuovo regime porterà all’amministrazione regionale e al sistema degli enti locali rispetto al contratto ponte (in vigore fino al 31/12/2019) sarà di oltre 10 milioni di euro. “Un risparmio che sale addirittura a 24 milioni in un anno – spiega Ceccarelli – se si considera che dal primo gennaio 2020 il sistema del tpl viene garantito con atti d’obbligo che fanno ulteriormente salire il costo di circa 2 milioni di euro al mese”.

 

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