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Gas, aperta la strada per l’integrazione delle tre aziende toscane Economia

Un tavolo di confronto fra la Regione, i Comuni e le aziende toscane per la distribuzione del gas. Questo è il risultato di un incontro che si è svolto oggi per fare il punto sulle imminenti gare che verranno bandite nei prossimi mesi. Tutto è partito dalla proposta avanzata dal presidente di Confservizi Cispel Toscana Alfredo De Girolamo che ha aperto la discussione invitando la Regione e i Comuni "ad approfondire, sulla base delle necessarie valutazioni da un punto di vista economico, finanziario e fiscale, le possibilità di una riduzione degli 11 ambiti previsti dal ministero, puntando a bandire un numero più limitato di gare". Questa scelta, ha aggiunto,  "potrebbe comportare migliori economie di scala, e avviare sinergie fra le tre aziende toscane”. 
I Comuni dovranno, infatti, organizzare delle gare per la concessione per 12anni del servizio, gare che avranno come base territoriale gli 11 ambitiottimali “minimi” definiti dal Ministero delle Attività produttive del precedente Governo e che corrispondono più o meno alle province, con la divisione di quella di Firenze in due. In Toscana tuttavia ci sono tre soleaziende: Toscana Energia, Estra e Asa, alle quali si aggiunge una significativa presenza dell’Enel. Secondo De Girolamo, la Regione Toscana potrebbe in sostanza, di concerto con i Comuni, approvare un provvedimento che, nel confermare le scelte sugli ambiti ottimali già fatte per acqua, rifiuti e tpl, indichi anche una nuova perimetrazione degli ambiti di gara per la distribuzione di gas.  Una tale ipotesi è resa possibile dal testo finale della legge di conversione delDecreto Cresci Italia (art 25, comma 1) che prevede che le Regioni “organizzano lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete dirilevanza economica in ambiti o bacini territoriali e omogenei tali da consentire economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio, entro il termine del 30 giugno 2012”.
“Le gare possono produrre effetti importanti sugli assetti industriali di questa regione – ha proseguito il presidente di Confservizi Cispel Toscana – producendo un ulteriore salto di qualità delle imprese pubbliche e miste toscane, un ulteriore processo di integrazione e concentrazione, capace di dotare la Toscana di un polo industriale energetico forte, capace di sostenere le scelte e gli investimenti per quella rivoluzione energetica che ci attende da qui al 2020”.
La proposta è stata subito accolta dai presidenti delle tre aziende toscane: Lorenzo Becattini (Toscana Energia), Fabio del Nista (Asa) e Roberto Banchetti (Estra). "Saranno in realtà 12 le gare in Toscana, perché quella di Prato è già stata bandita – ha detto Becattini – se si vuole pensare a un soggetto capace di competere a livello nazionale bisogna arrivare all'integrazione. La competizione a livello regionale comporta costi senza dare alcuna prospettiva strategica".  A una riflessione in questa direzione ha invitato anche il presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi. Il rappresentante della Regione, Edo Bernini, ha sottolineato l'interesse che ha il governo regionale a promuovere razionalizzazione e modernizzazione e ha annunciato a nome dell'assessore all'Ambiente regionale, Anna Rita Bramerini, la convocazione di una riunione entro breve tempo fra tutti i soggetti interessati per verificarne la attuabilità prima della tornata di gare. 
In ogni caso le gare, che hanno un valore complessivo di 1,8 miliardi di euro produrranno un effetto limitato sui prezzi del gas per famiglie e imprese che hanno subito un aumento dell’1,8% deciso dall’Autorità in marzo dopo la crisi prodotta dall’ondata di gelo. L’attività di distribuzione rappresenta circa il 14 % del costo totale della bolletta e anche un ribasso in gara del 5 % produrrebbe un effetto sui consumatori dello 0,7 %. Purtroppo in questo settore effetti sulle tariffe possono derivare solo su una riduzione del costo della materia prima (40 % del valore della bolletta) o da una riduzione delle accise e delle tasse (35 % del valore della bolletta). “Solo una maggiore liberalizzazione degli approvvigionamenti grazie ai rigassificatori e ai super gasdotti come Galsi e South Stream, e interventi fiscali – ha concluso De Girolamo – possono produrre la tanto attesa riduzione del costo energetico per famiglie ed imprese”.

 

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