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Gas, le prossime gare occasione per un maggiore integrazione delle imprese toscane Opinion leader

Una regolamentazione più avanzata del mercato della distribuzione del gas in Italia è in dirittura d’arrivo. Nei prossimi mesi saranno bandite le gare previste dai decreti attuativi del terzo pacchetto energia. Le gare, decise dal Governo e non dalla Regione,rappresentano la svolta che ci mancava per la realizzazione di un mercato favorevole alla competizione delle imprese e dunque vantaggioso per gli utenti: esse da una parte danno alle aziende certezze per la durata e tutte le garanzie di una concorrenza uguale per tutti in un mercato regolamentato; dall’altra favoriscono investimenti di rilancio e ammodernamento delle reti.
Se per l’Italia i decreti rappresentano un passo in avanti verso una positiva integrazione degli operatori, per la Toscana, che si trova una situazione di già avanzata razionalizzazione e modernizzazione del mercato del gas, si tratta di procedere speditamente su una strada già ampiamente percorsa. Le aziende toscane operano in cinque aree gestionali, inferiori alle 11 ottimali indicate dai decreti attuativi del pacchetto energia. Di fatto il nostro sistema distributivo è in una situazione che va ben oltre la previsione di legge. L’aspetto positivo della decisione di bandire le 11 gare è rappresentato, comunque, dal fatto che si esce da una fase di proroghe e di incertezze Le nostre aziende potranno contare su affidamenti per 12 anni e questa stabilità sarà la base sulla quale costruire una maggiore integrazione dei gestori esistenti e, se ci saranno le condizioni, per la costituzione di un operatore regionale forte.
Le più importanti imprese di distribuzione – Toscana Energia, Estra e ASA – sono, infatti, diventate uno dei punti di forza di una strategia di medio periodo sull’energia. In un contesto nazionale e internazionale nel quale i problemi energetici hanno assunto un ruolo di primo piano – dal terremoto in Giappone alle rivoluzioni nel Nord Africa e nel Medio Oriente al tema degli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili, la cui riduzione rischia di tagliare le gambe a uno dei pochi settori economici in ripresa – le nostre aziende possono essere uno dei motori di questo pezzo di Green economy per rispondere alla sfida energetica.
 
Alfredo De Girolamo
Presidente Confservizi Cispel

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