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GdF: maxi operazione contro evasione imprenditoria cinese Cronaca

155 imprenditori cinesi, 58 prestanome accusati di aver riciclato denaro per 50 milioni di euro sono i risultati delle indagini antiriciclaggio del nucleo di Polizia Tributaria di Firenze nei confronti della società finanziaria Money2Money e di 14 agenzie di money transfer ad essa affiliate, che tra il 2010 e il 2011, con le operazioni investigative “Cian Liu – fiume di denaro” e “Cian Ba – diga sul fiume”, avevano portato a 24 arresti. L'ultima fase delle indagini ha visto, su disposizione del gip Michele Barillaro, su richiesta del pm della Procura distrettuale antimafia Pietro Suchan, l'esecuzione di 111 perquisizioni e il sequestro di beni per oltre 47mila euro, riguardanti l'attività di 12 agenzie di money transfer italiane situate a Prato (2), a Firenze (2), a Roma (4), a Milano (2), a Padova (1) e a Napoli (1). In base a quanto accertato, tra il 2006 e il 2010 le agenzie hanno riciclato circa 50 milioni di euro con la tecnica del frazionamento, inviando il denaro in Cina in 1.514 tranches da 1.999 euro, ovvero il massimo consentito dalla legge per ogni singola operazione, nascondendo però i reali mittenti dietro prestanome consapevoli, di solito dipendenti o familiari, o usando i nominativi di cittadini cinesi estranei ai fatti o inesistenti. Il denaro erano i proventi della vendita al nero di prodotti tessili, di borse, di oggetti in pelle e dei guadagni derivanti dalla gestione di pasticcerie e ristoranti.

Le attività erano ubicate principalmente a Prato (41), Firenze (26), Roma (36) ed altre province (21). Tra i beni sequestrati, fino a copertura del valore delle somme illecitamente trasferite all'estero, ci sono 52 imprese cinesi – 21 a Roma, 8 a Prato, 11 a Firenze, 1 a Brescia e 1 a Livorno -,  22 appartamenti e 4 negozi, così distribuiti: 14 a Prato, 8 a Roma, 3 a Bologna, 1 ad Arezzo, ma anche 103 autovetture e 183 conti correnti. 

Le indagini hanno portato anche a scoprire 6 imprenditori cinesi che non hanno presentato alcuna dichiarazione dei redditi, a fronte di trasferimenti di denaro all'estero per oltre 6 milioni di euro. I movimenti sono stati ricostruiti grazie alle ricevute di versamento informali emesse dalle agenzie di money transfer e ai dati contenuti in 92 archivi informatici sequestrati nelle varie agenzie.

Complessivamente, le operazioni “Cian Liu”, “Cian Ba 2011” e “Cian Ba 2012”, hanno permesso alla Guardia di Finanza di accertare 4,5 miliardi di euro illecitamente trasferiti in Cina.

Sarebbero addirittura ben 558 le imprese cinesi che hanno accumulato e spedito all'estero proventi al nero pari a 300 milioni di euro, con 24 persone arrestate e 581 e denunciate.

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