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Stati generali della lingua italiana, sulle ali della lirica a destino globale Cultura

Firenze – Nel contesto della quattordicesima edizione della settimana della lingua italiana nel mondo, gli Stati Generali della lingua italiana, organizzati a Firenze dal MIUR e dalla Farnesina, aprono una riflessione sui mezzi di diffusione del nostro sapere e sull’importanza che la nostra cultura riveste fuori dai confini dello stato. La kermesse si svolge oggi a Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento e proseguirà domani al Teatro della Pergola.

Numerosi gli ospiti coinvolti, tra cui il “padrone di casa” Dario Nardella che ha avanzato alcune proposte per incentivare lo studio della nostra lingua: istituire un tipo di percorso formativo sul modello dell’Erasmus ad argomento artistico, avvalersi degli istituti italiani di cultura all’estero per promuovere corsi sul cinema e rassegne della filmografia italiana, raddoppiare le tournée delle orchestre italiane e dell’opera lirica. Quest’ultima in particolare è molto amata all’estero, soprattutto dai giovani, e potrebbe rappresentare un settore in espansione.

Il Ministro Stefania Giannini ha sottolineato l’importanza della nostra lingua non solo come veicolo di cultura all’estero ma come strumento di integrazione in Italia, perché, con il 10% di studenti stranieri, nel nostro paese “l’inclusione linguistica è fondamentale anche ai fini del percorso di ius soli temperato”, in cui cittadinanza e istruzione devono per forza andare a braccetto.

“L’Italiano è la lingua della globalizzazione”, ha precisato il sottosegretario agli esteri Mario Giro, “per cui occorre una sinergia tra ministeri per fare di questa lingua un motivo di crescita”.

Oltre ai rappresentanti istituzionali, sono stati coinvolti personaggi che in modi diversi hanno contribuito a esportare la lingua italiana all’estero o a promuoverne lo studio, tra i quali Renzo Arbore, Dacia Maraini, il direttore di San Marino TV Carlo Romeo, l’attrice Serra Yilmaz e numerosi studenti.

“La lingua è un universo completo”, osserva Yilmaz in conferenza stampa alla fine della mattinata, “la motivazione nell’imparare una lingua non può essere solo chiacchierare con il vicino ma entrare in una cultura. Oggi più che mai abbiamo bisogno di capire l’altro in tutti i suoi aspetti per eliminare le parole di odio”.

Nel mondo quasi trecentomila studenti si sono avvicinati alla lingua italiana nel 2013, soprattutto nel continente americano e sorprendentemente in Asia e Oceania (dove il numero si attesta intorno ai cinquantunomila). Le scuole statali italiane sono 8, con sede ad Addis Abeba, Asmara, Atene, Barcellona, Istanbul, Parigi e Zurigo, quelle paritarie 44, mentre il numero delle sezioni italiane presso le scuole straniere raggiunge i 76. Ma si può fare di più, questo il messaggio e il filo conduttore degli interventi di stamani.

Oggi pomeriggio sono previsti 5 tavoli di discussione tematica su: le nuove sfide e i nuovi strumenti della comunicazione linguistica; le strategie di promozione linguistica per le diverse aree geografiche e per i Paesi prioritari; il ruolo delle Università con particolare attenzione alle cattedre di italianistica; il ruolo degli italofoni e delle comunità italiane all’estero; la gestione e gli strumenti della promozione della lingua italiana.

 

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