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Gente di prima linea/ Imprenditori con l’euro in bilico STAMP - Azienda

«Mamma resisti, tanto qui la situazione o si schiarisce o…si schiarisce». Così Dimitri Tziveli dalla city di Londra – un ex di Lehman Brothers che di catastrofi ne ha viste parecchie – butta acqua sul fuoco di chi vede dietro l’angolo la disgregazione dell’euro. La mamma in questione è Theodossia Tziveli, titolare insieme al marito di Thes &  Thes. Media impresa, sede a Montespertoli dal 2007, settore moda, specializzazione pellicce: segmenti produttivi letteralmente travolti dalla crisi di questi ultimi anni. L’atteggiamento di fatale attendismo è quello che ormai sta attanagliando tutti – cittadini, imprenditori, gente comune – alla vigilia delle elezioni greche che domenica prossima, secondo alcuni, potrebbero decretare la fine della moneta unica europea. Tutti col fiato sospeso, guardando da lontano il paese da mesi sull’orlo del baratro, dalle cui banche fuggono ogni giorno fra i 100 e i 500 milioni. Chi è qui, in Italia, esporta ed è in prima linea però, non può permettersi il panico. Lascia il “sentiment” di catastrofe dietro le spalle e via.

«Vediamo questa settimana cruciale: se la moneta unica resiste per noi imprenditori che abbiamo profondamente ristrutturato il modo di produrre si aprono grandi scenari e tante possibilità» dice Theodossia. Origini greche, fiorentina di adozione Theodossia è una singolare figura di imprenditrice, artista, stilista con laurea in economia e un diploma in stilismo e modellismo. Il padre, europeista convinto, per “riportare sulla terra” questa figlia troppo creativa voleva per lei una solida laurea alla London school of economics. Lei i suoi studi in economia li ha diligentemente seguiti, ma qui a Firenze, nella culla dell’arte.
Dietro le spalle di Thoedossia c’è una storia imprenditoriale ricca e complessa, costruita intorno a tre asset: l’acquisto alle aste di grandi quantità di materie prime (nel suo caso pelli e pellicce); trasformazione della materia secondo il trend del momento e presentazione delle collezioni. Detta così sembra banale. Ma in realtà tutto questo processo incorpora un servizio per distributori internazionali, grandi marchi, che da loro captano le tendenze moda e se le ritrasformano a propria immagine variando un quid, un particolare. Insomma, la sfida di Theodossia è arrivare prima di ogni anteprima.

In quattro anni, dopo il crack Lehman e la crisi che non ha risparmiato nessuno, Theodossia ha razionalizzato il suo business rivoltandolo da cima a fondo. Oggi, l’azienda ha cambiato radicalmente clientela per molte ragioni: una è la certezza dei pagamenti. Così attorno a Thes & Thes si è creata una rete di 1500 clienti esteri, spalmati su tre continenti: russi, coreani, cinesi, tedeschi o aziende con forti brand che pagano addirittura in anticipo le collezioni che intendono acquistare. Utopica follia per le imprese di casa nostra, alle prese con il credit crunch che attanaglia l’Italia. E poi la parola d’ordine è fashion, ovvero invenzione e creazione di oggetti capaci di emozionare: un prodotto di lusso, ma a prezzo abbordabile.
«Oggi abbiamo 15 dipendenti interni e un indotto di almeno cento persone. In questi anni ci tengo a dirlo, non abbiamo licenziato nessuno: ci siamo stretti gli uni con gli altri per non perdere competenze professionali uniche nel settore».
Euro o non euro, Theodossia (e non solo lei) è pronta per ripartire.

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Gente di prima linea/ Imprenditori con l’euro in bilico Economia

«Mamma resisti, tanto qui la situazione o si schiarisce o…si schiarisce». Così Dimitri Tziveli dalla city di Londra – un ex di Lehman Brothers che di catastrofi ne ha viste parecchie – butta acqua sul fuoco di chi vede dietro l’angolo la disgregazione dell’euro. La mamma in questione è Theodossia Tziveli, titolare insieme al marito di Thes &  Thes. Media impresa, sede a Montespertoli dal 2007, settore moda, specializzazione pellicce: segmenti produttivi letteralmente travolti dalla crisi di questi ultimi anni. L’atteggiamento di fatale attendismo è quello che ormai sta attanagliando tutti – cittadini, imprenditori, gente comune – alla vigilia delle elezioni greche che domenica prossima, secondo alcuni, potrebbero decretare la fine della moneta unica europea. Tutti col fiato sospeso, guardando da lontano il paese da mesi sull’orlo del baratro, dalle cui banche fuggono ogni giorno fra i 100 e i 500 milioni. Chi è qui, in Italia, esporta ed è in prima linea però, non può permettersi il panico. Lascia il “sentiment” di catastrofe dietro le spalle e via.

«Vediamo questa settimana cruciale: se la moneta unica resiste per noi imprenditori che abbiamo profondamente ristrutturato il modo di produrre si aprono grandi scenari e tante possibilità» dice Theodossia. Origini greche, fiorentina di adozione Theodossia è una singolare figura di imprenditrice, artista, stilista con laurea in economia e un diploma in stilismo e modellismo. Il padre, europeista convinto, per “riportare sulla terra” questa figlia troppo creativa voleva per lei una solida laurea alla London school of economics. Lei i suoi studi in economia li ha diligentemente seguiti, ma qui a Firenze, nella culla dell’arte.
Dietro le spalle di Thoedossia c’è una storia imprenditoriale ricca e complessa, costruita intorno a tre asset: l’acquisto alle aste di grandi quantità di materie prime (nel suo caso pelli e pellicce); trasformazione della materia secondo il trend del momento e presentazione delle collezioni. Detta così sembra banale. Ma in realtà tutto questo processo incorpora un servizio per distributori internazionali, grandi marchi, che da loro captano le tendenze moda e se le ritrasformano a propria immagine variando un quid, un particolare. Insomma, la sfida di Theodossia è arrivare prima di ogni anteprima.

In quattro anni, dopo il crack Lehman e la crisi che non ha risparmiato nessuno, Theodossia ha razionalizzato il suo business rivoltandolo da cima a fondo. Oggi, l’azienda ha cambiato radicalmente clientela per molte ragioni: una è la certezza dei pagamenti. Così attorno a Thes & Thes si è creata una rete di 1500 clienti esteri, spalmati su tre continenti: russi, coreani, cinesi, tedeschi o aziende con forti brand che pagano addirittura in anticipo le collezioni che intendono acquistare. Utopica follia per le imprese di casa nostra, alle prese con il credit crunch che attanaglia l’Italia. E poi la parola d’ordine è fashion, ovvero invenzione e creazione di oggetti capaci di emozionare: un prodotto di lusso, ma a prezzo abbordabile.
«Oggi abbiamo 15 dipendenti interni e un indotto di almeno cento persone. In questi anni ci tengo a dirlo, non abbiamo licenziato nessuno: ci siamo stretti gli uni con gli altri per non perdere competenze professionali uniche nel settore».
Euro o non euro, Theodossia (e non solo lei) è pronta per ripartire.

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