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Geotermia e incentivi: partenza positiva per il tavolo al Mise Economia

Roma  – Si è svolto al MiSE il primo tavolo di confronto sulla geotermia, presieduto dal sottosegretario Davide Crippa, al quale hanno partecipato le Regioni e alcuni Comuni in cui sono presenti gli impianti geotermici.

“Nel corso dell’incontro – riferisce un comunicato del Ministero – sono stati affrontati alcuni aspetti tecnologici legati ai diversi utilizzi della geotermia e approfonditi i possibili sviluppi sull’utilizzo del calore geotermico, con particolare attenzione alle soluzioni impiantistiche in grado di minimizzare gli impatti ambientali”.

“E’ stata una riunione positiva – ha dichiarato Crippa – perché è emersa una disponibilità, da parte dei soggetti interessati, a lavorare in sinergia per realizzare impianti innovativi nel campo della geotermia che consentiranno un’ulteriore riduzione degli inquinanti e la raccolta della CO2 per scopi commerciali. Tutto ciò ci permetterà di diventare un Paese all’avanguardia nell’esportazione di questo know how”.

Anche per il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi si è trattato di una riunione interlocutoria, ma positiva. “Entro un mese -ha detto – il tavolo sarà riconvocato e nel frattempo i tecnici del Ministero e della Regione si confronteranno alla ricerca della migliore soluzione. Bisogna far presto e fare in modo che gli investimenti in questo settore non si blocchino. Siamo particolarmente sensibili alle questioni del miglioramento dell’impatto ambientale e alle esigenze di sviluppo di quei territori. Al Governo chiediamo di reintrodurre gli incentivi, altrimenti tutto si ferma”.

La riunione del tavolo sulla geotermia era stata sollecitata dalla Regione dopo che il decreto del novembre scorso, il cosiddetto Fer1, aveva cancellato gli incentivi previsti per la produzione di nuova energia dai fluidi geotermici, in pratica non considerando la geotermia tra le energie rinnovabili.

Ciò avrebbe provocato la rinuncia da parte di Enel Green Power ad investimenti annunciati per 6/700 milioni di euro, finalizzati a realizzare nuovi impianti geotermici per una potenza di circa 100 megawatt che si sarebbero aggiunti agli attuali 900, creando circa 100 nuovi posti di lavoro.

“La geotermia – ha aggiunto il presidente Rossi – è l’energia del futuro della nostra regione. Per avere entro il 2050 una Toscana carbon free dobbiamo incentivare e non interrompere lo sviluppo di questa fonte di energia rinnovabile. Resto poi convinto che esista una notevole potenzialità non ancora utilizzata: quella di catturare l’anidride carbonica che si produce nelle centrali geotermiche per impedirne la dispersione in atmosfera e per venderla alle industrie alimentari e a tutte quelle che la utilizzano nei loro processi, quindi senza far più ricorso all’importazione e dando alimento all’economia circolare”.

All’incontro, al quale ha partecipato anche l‘assessore regionale all’ambiente, Federica Fratoni, erano presenti alcuni sindaci dei Comuni geotermici toscani. Quello di Pomarance, Loris Martignoni, ha svolto un appassionato intervento per chiedere che siano reintrodotti gli incentivi e che si possa quindi dare sviluppo allo sfruttamento geotermico.

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