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Geotermia ed arsenico, l’Arpat “non ha smentito se stessa” Ambiente

In relazione alle affermazioni diffuse dal Comitato SOS Geotermia, riprese dal quotidiano il Tirreno di Grosseto del 23 maggio, oggi l'Agenzia regionale per la protezione ambientale chiarisce "di non essersi affatto smentita" nel proprio comunicato del 18 maggio "Nessun trend di incremento per l’arsenico nell’Amiata", relativamente al tema dell’arsenico nell’acqua potabile dell’Amiata, come invece ha dichiarato il Comitato. SOS geotermia è una rete di comitati, associazioni e cittadini che si oppongono allo sfruttamento geotermico del territorio dell'Amiata, e ne promuovono uno sviluppo economico basato sulla filiere dei prodotti tipici, l'artigianato e il turismo. L'analisi statistica "scientificamente corretta", precisa il comunicato odierno dell'agenzia regionale, pubblicata nel rapporto Arpat dell'acquifero dell'Amiata, mostra che in esso non vi sono trend di un “aumento esponenziale dell’arsenico” , come invece ribadito ancora oggi dal Comitato. I primi di giugno, conclude la nota, sarà pubblicato "l’aggiornamento con i dati 2011" del rapporto sull'acquifero dell'Amiata, che conterrà anche ulteriori valutazioni a seguito delle verifiche approfondite effettuate sui dati storici disponibili negli archivi dell’Agenzia.

L’Agenzia "ha semplicemente inteso fornire una informazione puntuale in merito ai risultati delle proprie rilevazioni", quale ente tecnico terzo, che, super partes, fornisce dati e informazioni ambientali. Dati provenienti da laboratori di analisi accreditati SINAL dal 2002 (Siena) e dal 2004 (Grosseto) che utilizzano i metodi di analisi ufficiali, accurati e con livelli di incertezza inferiori rispetto a quelli precedentemente utilizzati.  Arpat si dichiara inoltre disponibile a qualsiasi confronto su basi scientifiche circa i dati forniti e le analisi statistiche delle serie storiche, anche sotto il profilo dell'individuazione delle tendenze. All'Agenzia non interessa nè compete, spiega la nota, muoversi sul terreno delle polemiche, tantomeno se di carattere "politico".

I dati del rapporto Arpat sull'acquifero dell'Amiata
Nel rapporto sull’acquifero dell’Amiata 1999-2010 si trovano tutti i dati rilevati, ed un’analisi dell’intera serie dei dati disponibili dalla fine degli anni '90 fino al 2010, con una accurata analisi statistica delle serie storiche (e indicazione accurata dei metodi adottati).  Riguardo ai dati ante 2002 l'Arpat ha osservato che:
– i dati ante 2002 sono in numero molto ridotto (poche unità), mentre successivamente ci sono dati assai più numerosi, proprio perché è stato effettuato un monitoraggio molto più accurato;
·  per i dati ante 2002 si deve tener conto che facevano riferimento ad un limite normativo (50 µg/L) molto più elevato rispetto a quello introdotto negli anni successivi (10 µg/L), per cui le metodiche analitiche presentavano la massima precisione in corrispondenza del valore limite, al fine di discriminare con maggiore certezza un eventuale concentrazione di arsenico fuori norma. I valori rilevati al di sotto del valore limite, come, ad esempio, quelli inferiori a 30 µg/L, erano accompagnati da una elevata incertezza, ed è logico aspettarsi che le serie analitiche di uno stesso punto di controllo risultassero caratterizzate da un ampia variabilità.

 

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