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Geotermia, l’assessore Fratoni a Radicondoli, i cittadini la contestano Ambiente, Cronaca

Radicondoli – L’incontro era pubblico: un’assemblea organizzata ieri sera alle 21 dal Pd locale, a Radicondoli, per parlare di aree non idonee alla geotermia e di geotermia. Intervento dell’assessore all’ambiente regionale Federica Fratoni, e i cittadini di Radicondoli e dintorni, che da lungo temo combattono per tutelare i loro territori da una geotermia sempre più invasiva, ne fanno un’occasione per presentare il loro punto di vista e contestare la linea regionale sulla geotermia.

Il dissenso dei cittadini di uno dei territori più belli e incontaminati della Toscana si basa sui numeri. E i numeri sono: il 54% del territorio del comune di Radicondoli adibito alla geotermia. Ma questo non basta: la Regione ha rilasciato altri permessi di ricerca che insistono sulla restante parte del territorio comunale.

“I radicondolesi da oltre sei anni sono tenuti in scacco da un’ondata di nuove richieste di permessi di ricerca geotermica – spiegano dal Comitato Difensori della Toscana che raccoglie buona parte del dissenso dei residenti, degli imprenditori agricoli, della gente che si dà da fare per l’accoglienza turistica slow, green e bio, tutte attività che hanno riportato in auge i bilanci di queste zone  –  questa spada di Damocle sta scoraggiando i cittadini e gli imprenditori che non vogliono più investire a livello locale. Questi permessi fanno crollare il valore immobiliare delle abitazioni, i cittadini vivono con la preoccupazione di vedersi costruire un pozzo o una centrale davanti alle loro finestre. Inoltre sono anche costretti a spendere i pochi risparmi che un’economia in crisi gli consente, pagando professionisti e legali per cercare di far sentire la loro voce nei procedimenti amministrativi che precedono la costruzione di nuovi impianti, voce che oltretutto viene sistematicamente ignorata. I cittadini sono stufi ed esasperati “. E chiedono alla Regione di “farsi un esame di coscienza”: anche secondo il senso comune, il fatto che  in un comune di 900 abitanti si trovino 6 centrali geotermiche potrebbe bastare.

Nella loro battaglia, i cittadini possono contare sul sostegno delle istituzioni locali.  Il sindaco di Radicondoli Emiliano Bravi nel suo intervento ha sottolineato che il Comune, attraverso il piano strutturale approvato da Provincia e Regione, già dal 2009 ha identificato chiaramente le aree in cui è consentito lo sfruttamento geotermico e quelle invece dedicate ad altre attività. Questo ha permesso, nelle aree non sfruttate, lo sviluppo di un’agricoltura di qualità, un’economia legata al paesaggio portata avanti in armonia col territorio, il recupero di un patrimonio immobiliare di inestimabile valore storico, la preservazione della biodiversità, mentre, nelle aree sfruttate dalla geotermia, non c’è stato altro spazio che per le centrali.

raicondoli 2Forse, pensano gli abitanti di questi luoghi magici, dalla Regione, così favorevole all’espansione della geotermia, giunge il segnale che si tratta di una carenza di informazione. Forse si parla di geotermia senza averne esaminato esattamente i profili e il territorio su cui andrebbe ad insistere. “Radicondoli ha più di 1000 anni di storia, è una perla che vanta più di 20000 presenze turistiche annue – spiegano i residenti – i turisti vengono ad ammirare Radicondoli da ogni parte del mondo per le sue ricchezze, non per la geotermia. Le produzioni agricole sono di altissima qualità, sono presenti due riserve naturali, aree IBA , aree SIC, il suo territorio ha caratteristiche rare e preziose, tali da attirare stabilmente importanti studiosi per compiere ricerche sulla biodiversità, il paese è vivo, sede di una scuola di musica, di un trentennale festival teatrale di rilevanza internazionale, di attività artigiane e artistiche che solo in un ambiente sano possono nascere”.

Allora, se questa è la vocazione di Radicondoli e di un intero territorio, “il suo vero tesoro”, la volontà di continuare a creare siti di sfruttamento industriale della geotermia va in senso contrario, dicono i cittadini, rispetto a quel che fa balenare: il territorio cresce, anche economicamente, appoggiandosi su tutto ciò che ha di più affascinante e autentico. Per quanto riguarda il settore geotermico, “ha già dato”. 

radicondoli frat 2“Non ultimo – ricordano i Difensori della Toscana – sul territorio di Radicondoli pendono due richieste per l’apposizione di vincoli paesaggistici. Una è stata presentata dalla soprintendenza di Siena nel 2003, e l’altra è stata presentata nel 2008 da Italia Nostra e da altre associazioni ambientaliste, entrambe giacciono in attesa di valutazione su qualche tavolo negli uffici della regione, mentre invece le richieste di ricerca presentate dagli imprenditori geotermici, che qualcuno ha definito speculatori, viaggiano spedite, vengono approvate e si moltiplicano”. 

Presente all’incontro anche il sindaco di Casole d’Elsa Piero Pii, che negli ultimi anni si è impegnato a tutelare e a salvaguardare i valori paesaggistici e ambientali del territorio di Casole e dei comuni limitrofi da proposte di attività di ricerca geotermica. Nel suo intervento ha ribadito quanto e come la geotermia industriale possa determinare un impatto fortemente negativo per tutto il territorio, in considerazione delle scelte di riqualificazione compiute negli ultimi anni dalle amministrazioni comunali e dei rilevanti investimenti pubblici e privati effettuati che hanno portato allo sviluppo, tra le altre cose, di settori viti-vinicoli, agricoli e turistico-ricettivi di grande qualità.

“La contestazione dei cittadini si è svolta con dialogo civile e pacato tra le parti – fa sapere il ComitatoxRadicondoli – in cui è parsa forte la volontà della regione di ascoltare le richieste dei cittadini. Si ringrazia l’assessore regionale Fratoni per la presenza,  e il PD di Radicondoli per aver organizzato l’incontro e dato la possibilità a tanti cittadini di esprimere le loro ragioni”.

 

 

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