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Gesuiti, venduto l’immobile di via Spaventa, verrà suddiviso in appartamenti Cronaca

Firenze – La casa dei Gesuiti di via Spaventa è stata venduta a una società di scopo composta da imprenditori edili fiorentini e la chiesa sconsacrata all’Opera di Santa Croce. Si conclude felicemente la vicenda di una vendita immobiliare che ha visto prima come partner l’università cinese di Tongji, poi è stata oggetto di una occupazione abusiva da parte di un centinaio di rifugiati somali e infine ha trovato attendibili interlocutori del territorio.

Il palazzo che dai primi del novecento ospitata i padri Gesuiti e alcune delle loro attività come la San Vincenzo de’ Paoli sarà trasformato in appartamenti per famiglie per i quali c’è un sostanziale accordo per una riqualificazione con il Comune purché venga seguito un percorso di autorizzazione prestabilito.

La chiesa della Madonna del Buon Consiglio della Compagnia di Gesù che Giovanni Spadolini aveva definito la più brutta chiesa di Firenze ma che è stata punto di riferimento per tanti giovani e per tante famiglie a quanto risulta verrà utilizzata dall’Opera di Santa Croce per attività culturali, come deposito di opere d’arte e laboratorio di restauro.

La Compagnia non nasconde la sua soddisfazione perché l’edificio religioso sconsacrato verrà utilizzata in modo consono a un ex luogo di culto. E anche l’utilizzo residenziale del palazzo viene considerato un risultato importante anche dal punto di vista della valorizzazione del quartiere.

Contenti i padri gesuiti anche perché il ricavato della vendita potrà finanziare due progetti a cui tengonno molto. Un nuovo centro di accoglienza per i rifugiati in via Astalli a Roma che si aggiunge alle strutture già esistenti in un palazzo antico completamente ristrutturato e adeguato alle nuove esigenze. Il nuovo centro sarà operativo da ottobre. La seconda destinazione è la riqualificazione della Facoltà teologica di Napoli luogo di formazione per i preti che saranno al servizio del territorio.

La vicenda della vendita del palazzo di Via Spaventa e via Madonna della Tosse è stata particolarmente lunga e tormentata anche perché l’interlocutore cinese, nel mostrare interesse all’acquisto per dare vita a uno studentato per gli studenti di Shanghai non hanno per mesi concretizzato l’offerta e dopo la fine della occupazione abusiva dei rifugiati non hanno più mostrato segnali di voler chiudere la transazione.

Quella lunga occupazione durata 11 mesi si concluse nel 2017 con il pacifico ritiro degli occupanti che in questi mesi hanno trovato nella stragrande maggioranza, grazie alla Caritas e all’azione di sostegno tuttora in atto della Compagnia, la loro strada per raggiungere un equilibrio soddisfacente di vita.

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