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Giallo Pasquale a Firenze: danneggiato in duomo il bracere dello Scoppio del Carro Cronaca

Se erano 12 anni che non pioveva allo Scoppio del Carro, sicuramente erano secoli che non si aveva un vero e proprio giallo. Secondo quanto riporta questa mattina il quotidiano Il Giornale della Toscana,  il bracere porta fuoco che dal Quattrocento, in occasione dello Scoppio del Carro, custodisce il sacro fuoco che viene acceso con le tre scaglie del Santo Sepolcro, è stato, tra Sabato Santo e Pasqua “gravemente danneggiato” mentre era in Cattedrale sotto la custodia del Capitolo e dell’Opera del Duomo.  Secondo quando dichiarato da Luciano Becattini, che da anni aiuta il parroco monsignor Elio Morozzi, è tornato malconcio. “Alcune parti dorate sono rimaste senza oro, in certi punti l’argento è stato visibilmente fuso, va tutto restaurato”.

Ma cosa è successo? Forse il braciere ha preso fuoco, forse è stato esposto per troppo tempo vicino ad una fonte di calore eccessiva, oppure qualcuno l’ha danneggiato inavvertitamente o apposta.

Dura la reazione di Becattini che al collega Antonio Patruno del Giornale della Toscana dichiara inferocito: “Avvertirò subito la Soprintendenza ai Beni Storici e Artistici di Firenze, in particolare la dottoressa Matilde Simari, e mi immagino già la sua reazione, sarà arrabbiatissima di fronte a questo scempio”.

Per Becattini è successo “qualcosa di storto in Duomo, forse c’è stata un po’ di leggerezza”. Per l’appunto proprio l’anno in cui Becattini non ha accompagnato, come accade da anni, lui stesso il vecchio reliquiario in duomo, in quanto – visto che il corteo è stato anticipato dal giorno di Pasqua alla notte del Sabato Santo – è dovuto rimanere in parrocchia per assistere mons. Morozzi nella liturgia della Veglia Pasquale e della Messa di Pasqua.

Stamp Toscana questa mattina ha interpellato uno dei Consiglieri dell’Opera del Duomo, il quale ci ha detto che “noi non c’entriamo nulla con lo Scoppio del Carro, visto che la competenza è di più soggetti, tra cui la Questura e il Comune. Capisco che quando succede qualcosa si voglia dare sempre colpa all’Opera, ma, ripeto, noi non c’entriamo niente”. Solo che quando facciamo notare che i danni potrebbero essere successi durante la notte, e comunque mentre l’artistico bracere si trovava all’interno della Cattedrale, e quindi sotto la vigilanza e custodia dell’Opera, come risposta riceviamo “m’informerò e vi farò sapere”. Attendiamo fiduciosi.

Un giallo che rischia di avere strascichi forse anche giudiziari, qualora non venga individuato il colpevole o le cause, che potrebbero essere accidentali, ovvero provocate dal calore del fuoco immesso.

Certo è che il Cardinale Betori non prenderà bene la questione, ritenendo più giusto, in casi come questi, non ricorrere ai giornali, ed evitando il clamore cercare d’indagare come sono effettivamente andate le cose perché non accadano più.

Foto: www.giornaletoscana.it

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