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Rossi-Gianassi, il governatore si rammarica e va avanti Politica

Una consapevolezza, Rossi, la dichiara: quella di aver "lavorato bene e nel rispetto di tutti". Al fine di arrivare a una "soluzione che è necessaria per tutti". Arriva dunque la risposta di Enrico Rossi, governatore della Toscana, al sindaco di Sesto Gianni Gianassi, che l'aveva "sfiduciato" ieri per lettera. Rammarico, certo, quello rimane, per la lettera e per i toni  sindaco di Sesto Fiorentino. Ma  il potenziamento dell'aeroporto di Firenze va avanti. E sulla nuova pista dell'aeroporto oggetto (o occasione) dell'attacco, rimane sul tavolo il fatto che l'ipotesi prevista da Enac (quella della cosiddetta parallela-convergente all'autostrada) è l'unica percorribile. ''La lettera mi ha ferito – ha detto Rossi – e mi è dispiaciuto per i toni e le affermazioni usate. Io ho lavorato con coerenza, dialogo e rispetto delle prerogative istituzionali''. Inoltre, ricorda Rossi, è ''la seconda volta che Gianassi mi attacca''. Il governatore ha ricordato che dai sindaci della Piana, di cui fa parte lo stesso Gianassi, ''mi è stato chiesto di far fare una verifica sull'ipotesi di pista obliqua per l'aeroporto di Firenze. La verifica è stata fatta ed Enac ha giudicato l'ipotesi obliqua inadeguata, anzi non approvabile. Io per primo – ha aggiunto – ho avvertito di questo fatto Gianassi che mi ha chiesto di contattare anche Enav. Lui stesso mi ha dato il numero di telefono ma anche da Enav è giunta la stessa risposta di Enac''. Dunque, sottolinea Rossi, non si tratta di  ''parteggiare per nessuna ipotesi ma alla fine – ha precisato – una soluzione ci deve essere. Sono sereno, consapevole di aver lavorato con coerenza e a stretto contatto con gli enti locali e andrò avanti. Sulla questione sto lavorando personalmente''. Infine, il governatore cerca di tranquillizare le acque: ''Tra non molto tempo avremo i primi risultati da mostrare" annuncia. La questione verrà portata in Consiglio regionale rpima possibile. 

"Rispetto a certe cose bene non ci si resta''.  La prima replica di Enrico Rossi all'attacco del sindaco Gianni Gianassi di Sesto Fiorentino era racchiusa in queste poche parole. Poche parole  per rispondere alle domande dei giornalisti che chiedevano conto della ormai famosa lettera di dure critiche di Gianassi. Un Gianassi che sembrava aver rotto gli argini, in particolare quando affermava e afferma  di non avere più fiducia nel suo presidente. Un Gianassi che si accredita come difensore della Paiana e dei suoi sindaci: ''C'e' un conflitto aspro, in corso, tra i comuni della Piana ed il presidente della Regione Toscana Rossi. Un conflitto profondamente di merito che si misura invece con un metodo antidemocratico, arrogante ed irrispettoso di amministratori onesti, quale penso di essere, di popolazione larghe e di progetti e programmi elaborati e realizzati nel corso di 50 anni di lavoro''.

Un conflitto di merito su cosa? Non lo specificava, il sindaco di Sesto, ma traspariva in modo chiaro che il problema era la nuova pista dell'aeroporto.  Nella missiva il sindaco spiegava che, pur essendo a conoscenza di ''un discreto consenso intorno alla mia nomina alla presidenza dell'Autorità Idrica della Toscana'' sarebbe stato spinto a declinare la nomina proprio per il contrasto con Rossi. E il governo dell'acqua, spiegava Gianassi, è materia troppo sensibile e delicata per essere affidata a chi, come lui, ha perso fiducia e stima nel governatore.

Imbarazzo nel Pd, ma Anci Toscana (che aveva indicato la candidatura Gianassi per la presidenza dell'Ait, autorità irdrica toscana), non ha fatto marcia indietro confermando, nonostante il "rammarico" la fiducia in Gianassi: "La candidatura del sindaco di Sesto Fiorentino è una candidatura in cui credevamo e in cui tuttora crediamo – è stato il commento del presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi – da parte di Anci Toscana non può che esserci rammarico, ma non c’è nessun indietreggiamento, data la stima e l’apprezzamento per l’operato del sindaco del comune della Piana fiorentina”. E la sortita di Ginassi, allora? Cosimi non si tirava indetro, e sottolineava come la vicenda fosse un segnale del bisogno, per un buon governo della Regione, di “ritrovare coesione e unità d’intenti tra Regione e Comuni in merito a tutte quelle scelte strategiche per il territorio regionale”.  Che è un po' ammettere che qualche tara, al governo regionale, potrebbe essere fatta.

 

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