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Giardino scomparso, rabbia e raccolta firme Cronaca

E’ la rivolta di un quartiere che non ci sta. Il giardino “scomparso” di via Magellano continua ad accendere gli animi. E ciò che è stato “rivelato” dal presidente di quartiere Federico Gianassi, oltre che dal responsabile del verde Martini, non ha affatto placato gli animi. Anzi.
Secondo quanto riportato da una delle mamme che ha telefonato agli uffici competenti, lo smontaggio del giardino sarebbe da attribuirsi al calcio storico. Infatti, sarebbe in progetto la realizzazione di un campo di allenamento per la squadra degli Azzurri.
La questione però non piace affatto agli abitanti della zona. “Si crea un vero e proprio mistero – dichiarano le mamme – già lo spazio in cui eravamo relegate era angusto, mettere anche una sorta di campo da calcio vorrebbe dire soffocarci del tutto”.
Rimostranze di fronte alle quali il presidente Gianassi avrebbe promesso l’invio del progetto per tranquillizzare gli abitanti. Promettendo inoltre che i giochini saranno rimontati “un po’ più in là”.
Un’iniziativa perlomeno tardiva, di fronte alla sorpresa che è stata fatta a mamme e bambini ieri pomeriggio. E che non va giù neppure a un altro gruppo che utilizza il giardino: gli anziani, siano nonni che accompagano i nipotini che semplicemente vecchietti che hanno fatto di quella passeggiata e di quelle panchine la loro meta quotidiana, tempo permettendo.
Inoltre, è stata completamente sottovalutata un’altra funzione del giardino: quella di fungere da teatro per pic-nic e feste di compleanno.
“Molti bambini, fra cui anche i miei, che compiono gli anni nella bella stagione, hanno preferito festeggiare il compleanno nel giardino insieme ai loro amici – spiega una signora – c’è, o meglio c’era, un tavolo grande su cui apparecchiavamo le pietanze preparate a casa. Con un po’ di bibite, la festa era approntata”.
Insomma, un vero e proprio luogo di ritrovo per bambini, anziani e tutti coloro che volevano godersi la bella stagione all’aperto. Un luogo che, se ulteriormente ristretto, potrebbe rivelarsi una vera e propria perdita per gli abitanti della zona.
Che tuttavia, non si danno per vinti. “Cominciamo una raccolta di firme – annuncia un battagliero gruppo di abitanti – con cui chiediamo la trasparenze dei processi di gestione del nostro territorio e il ripensamento delle scelte effettuate”. E, tanto per far capire che le intenzioni sono serie, è partita anche una segnalazione ai vigili urbani per mancanza del cartello esplicativo (previsto per legge) all'ingresso del cantiere.

 

 

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