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Giglio: il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza Ambiente, Cronaca

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella serata di oggi, 20 gennaio, lo stato emergenza per l’isola del Giglio. Nell’informativa al Parlamento tenutasi poco prima, il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, aveva annunciato all’aula del Senato che questo provvedimento del Governo si rende necessario perché la nave continua ad inclinarsi di circa 5 mm all’ora a poppa e di circa 10 mm all’ora a prua, la parte più leggera. È sempre meno di quanto si inclinava stamattina, è vero,ma il rischio di inabissamento rimane alto. «La nave – ha ricordato il ministro dell’Ambiente – è in equilibrio precario ed è esposta al rischio di scivolamento, che è molto alto e molto condizionato dalla modificazione delle condizioni climatiche».«Ancorché non previsto dalla normativa internazionale, che applica la sicurezza del doppio scafo alle navi che trasportano prodotti petroliferi – ha dichiarato il ministro – in considerazione della rilevante quantità di combustibili e olii stivati nelle navi da crociera, stiamo valutando la possibilità di predisporre una norma per adottare misure precauzionali in tutte quelle navi in cui il tonnellaggio richieda uno stoccaggio di combustibile oltre un certo limite». Per quanto concerne i cosiddetti “inchini”, poi, il Consiglio dei Ministri ha deciso che, come previsto dalle leggi esistenti, si disciplineranno gli avvicinamenti alle coste con un decreto dei ministeri dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti e dell’Ambiente. Come annuncia Clini, si pensa ad allontanare di 3 miglia dalla costa le navi che trasportano materiali pericolosi per l’ambiente marino, con particolare attenzione per il canale di Piombino e per Venezia. In alcune aree da individuare, poi, potrebbe esserci l'obbligo di usare il pilota, ovvero una nuova figura professionale che salga a bordo e prenda i comandi per entrare in porto. In realtà, ha ricordato Clini, una norma per evitare gli “inchini” (la legge 51 del 2011) esiste già da 10 anni, anche se viene per la prima volta applicata.

Il parere dell’esperto ed i timori delle amministrazioni grossetane
Il professor Nicola Casagli, ordinario di Scienze e Tecnologie geologiche presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, è stato chiamato oggi, 20 gennaio, a dare il suo parere sullo stato di inclinazione della Concordia. «Ha perso stabilità e sta scivolando via», ha affermato l’esperto. «C’è uno scivolamento costante di 7 millimetri all'ora, millimetri che possono diventare 15 a prua», ha continuato Casagli. «Con i dati che abbiamo – ha concluso – non è ancora possibile dare una interpretazione di questo movimento. Per farlo serve una serie più lunga di dati, penso di poter essere più preciso entro la fine della settimana. Al momento si possono fare tre ipotesi: una oscillazione in risposta alle correnti che sta rientrando; un assestamento della nave; o, speriamo di no, uno scivolamento sugli scogli. Adesso cambierà il mare, lo dicono gli esperti, e questo ci aiuterà perché vedremo come si comporterà la nave». Il sistema di monitoraggio della delle oscillazioni della Concordia messo in piedi dalla Protezione civile con la collaborazione degli esperti è formato da 7 reti diverse ed è il più sofisticato usato fino a oggi. Può, infatti, rilevare movimenti da 100 hertz al secondo fino a frazioni di millimetro all'anno. «Dobbiamo prepararci al peggio», ha dichiarato invece il presidente della Provincia di Grosseto, Leonardo Marras, dopo il vertice tenutosi all’unità di crisi della Protezione civile. «Stiamo lavorando per fronteggiare il peggior scenario possibile sull'eventualità di rischio ambientale», ha dichiarato, ma questo non è detto serva ad evitare che la nave naufragata si inabissi nelle acque del Giglio. Marras ha quindi annunciato che la Provincia grossetana e ed il Comune dell’Isola del Giglio si costituiranno parte civile nel processo sulla tragedia.

L’Adiconsum si costituirà parte civile
Parte civile nel procedimento penale contro i responsabili della tragedia della Costa Concordia sarà anche l’Adiconsum, l’associazione dei consumatori che ha chiesto un tavolo di confronto fra associazioni dei consumatori ed associazioni di categoria dei tour operator e delle agenzie di viaggio. «L'apertura del tavolo si rende necessaria per concordare le procedure di conciliazione nei contenziosi fra le imprese dei tour operator e delle agenzie di viaggio, per garantire la tutela dei diritti dei naufraghi e dei passeggeri coinvolti nel tragico evento», ha dichiarato il segretario generale di Adiconsum, Pietro Giordano. Astoi Confindustria, l’associazione di categoria dei tour operator italiani, è stata dunque incaricata da Costa Crociere di dialogare con l’Adiconsum per quanto concerne le richieste ricevute in seguito al naufragio della Concordia. Il confronto fra Astoi e l’associazione dei consumatori avverrà il 26 gennaio.

La nave oscilla: gli speleolosubacquei abbandonano il Giglio
È arrivato, intanto, il maestrale. Le condizioni dell’inclinazione della nave tornano a divenire preoccupanti. Mentre, per fortuna, il cielo rimane terso sopra al Giglio, il forte vento potrebbe far divenire davvero impossibili le operazioni di ricerca dei dispersi e quelle di svuotamento dei serbatoi della Concordia dal gasolio che rischierebbe, in caso di inabissamento, di divenire praticamente irrecuperabile. Potrebbero esserci ancora delle bolle d’aria nei vani semisommersi del ponte 4, nei quali i sommozzatori avevano continuato a cercare eventuali superstiti. Ci si rassegna, invece, circa la sorte di coloro che siano rimasti nelle parti completamente sommerse dall’acqua marina. Le ricerche sono state, in questi giorni, più di una volta interrotte per non mettere a rischio la vita dei soccorritori, che devono affrontare un vero e proprio labirinto sommerso alla ricerca di persone rimaste intrappolate e sopravvissute grazie a qualche filo d’aria. Dopo la riunione degli esperti di oggi, le ricerche di eventuali superstiti sono state limitate alla parte non sommersa della nave. Immergersi, adesso che la Concordia oscilla sopra l’abisso, è diventato davvero rischioso. Gli speleo subacquei del Soccorso speleologico del Corpo nazionale soccorso alpino (Cnsas), hanno terminato oggi pomeriggio il loro lavoro sul relitto della nave da crociera. In totale Cnsas ha impiegato all’isola del Giglio 72 tecnici del Soccorso speleologico, di cui 19 speleolosubacquei e 53 di supporto specialistico.

Il presidente della Regione Veneto: no al passaggio delle navi da crociera a Venezia
«La proposta del professor Casagli può essere la classica quadratura del cerchio. Ora bisogna passare ai necessari approfondimenti tecnici di fattibilità», ha dichiarato il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia. Dal confronto con il presidente dell'Autorità Portuale di Venezia sulle alternative che possano evitare il passaggio delle grandi navi passeggeri di fronte a San Marco, Zaia ha poi ribadito: «Da tempi non sospetti, molto prima della tragedia della Costa Concordia ho espresso la mia contrarietà al passaggio di questi veri e propri giganti galleggianti in un ambito tanto delicato quanto unico al mondo, ed è quindi un fatto molto positivo che si sia preso spunto dalla vicenda del Giglio per intervenire». «Non va dimenticato – ha concluso il Governatore del Veneto – che Venezia è un vero e proprio miracolo dell'ingegneria umana rivolta al bello: un qualcosa di prezioso da scoprire metro dopo metro, calle dopo calle, e quindi da salvaguardare rispetto ad un modello che invece porta le persone pressoché direttamente in piazza San Marco, facendo così loro perdere il gusto di apprezzare Venezia in completezza, nella sua unicità e nella sua particolarità, che si esplicano in ogni suo scorcio».

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