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Ginori: entro marzo l’assegnazione a un acquirente Cronaca

Dopo il fallimento, dichiarato dal tribunale di Firenze il 7 gennaio, e gli inutili tentativi dei liquidatori che avevano lavorato per una soluzione di concordato preventivo cercando un soggetto che rilevasse le attività commerciali e produttive della Richard Ginori, resta l’impegno del Presidente della Regione di dare un futuro certo ai trecentoquattordici operai da agosto in cassa integrazione.
In occasione dell'incontro tenuto ieri al Ministero dello Sviluppo Economico sul futuro della Richard Ginori, l'Assessore regionale alle Attività Produttive e al Lavoro Simoncini, ha ribadito la posizione della Regione Toscana, chiedendo ''tempi celeri per la procedura fallimentare e che la gara sia orientata ad ottenere un'offerta sostenuta da un piano industriale credibile, che garantisca la continuità dell'attività produttiva a Sesto Fiorentino e tuteli l'occupazione''. 
Entro il 20 febbraio infatti verrà emanato un nuovo bando di asta per la storica azienda, con assegnazione prevista entro fine marzo, secondo una dichiarazione del curatore fallimentare Andrea Spignoli che con Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil, le Rsu, e i rappresentanti delle istituzioni toscane e fiorentine ha partecipato all’incontro.

53753.jpgMa le preoccupazioni permangono. Stamani, nel corso di una conferenza stampa Mauro Fuso, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Firenze ha sottolineato che ci sono due punti decisivi nella vicenda. Il primo, meno noto ma fondamentale, che riguarda i terreni su cui insiste lo stabilimento, di proprietà al 50% della Ginori e per l’altro 50% di un gruppo immobiliare. “Questo mette in difficoltà qualsiasi operazione di intervento su quell’area – ha detto Fuso – perché gli stessi terreni sono in liquidazione e diverse aste per l’assegnazione sono andate deserte". 
Altro punto è quello della forza lavoro. La soluzione della cordata Lenox-Apulum, proposta all’atto della messa in liquidazione, parlava di 255 assunzioni, a fronte dei 314 lavoratori attualmente in forza. Qualsiasi altra proposta si deve misurare con questa: “E’ l’asticella sotto la quale non possiamo andare”, e che già crea problemi occupazionali.
Quattro – ha continuato Bernardo Marasco Segretario Generale della Filctem Firenze – sono le richieste avanzate nell’incontro di ieri al Ministero: permanenza della manifattura a Sesto Fiorentino, mantenimento dell’integrità aziendale (marchio, manifattura, magazzini, partecipazioni) e dei livelli occupazionali e investimenti che rilancino seriamente la manifattura.
Sembra che il prossimo bando garantisca per almeno cinque anni la permanenza a Sesto, così come che sia richiesto un unico acquirente che non “spacchetti” l’azienda. “Ci sembra di capire che c’è una volontà di prendere in considerazione i piani industriali ma che a oggi ci sono delle difficoltà tecniche ad inserirlo nel bando” –  ha continuato Marasco – e per i livelli occupazionali “c’è da capire come verrà fatto il bando. Sembra ci sia un meccanismo similare a quello del bando precedente”.
In ogni caso si dice che all’asta saranno più offerte d’acquisto, e questa competitività costituisce un dato positivo. Ma in ogni caso anche in bando dovrà essere monitorato in tutto il suo iter.
La Ginori è simbolo del lavoro per l’intero territorio di Sesto. – ha concluso Marasco –  Per tutta la settimana nell’area ci saranno manifestazioni con dimostrazioni di lavoro al tornio, filettatura e decorazione a mano. Perché dietro l’azienda e il marchio ci sono mani che lavorano.

Giovanna Focardi Nicita

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