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Ginori, i lavoratori dicono sì a Gucci Cronaca

L'assemblea dei lavoratori della Richard Ginori dice di sì all'offerta e accordo con Gucci. L'offerta della prestigiosa casa di moda vede una sottoscrizione di grande impegno su uno dei nodi fondamentali, vale a dire la ricollocazione lavorativa di coloro che rimarranno "esclusi". Vale a dire, quel gruppo di lavoratori che non saranno riassorbiti direttamente dal nuovo piano industriale di rilancio dell'azienda di Sesto, ma per i quali sia Gucci che le istituzioni si daranno da fare il più possibile affinchè nessuno rimanga senza lavoro.

L'esito positivo della votazione assembleare dei lavoratori della Ginori sull’offerta di Gucci sul rilevamento dell’azienda sestese di porcellane è stato accolto con soddisfazione dalle istituzioni locali. A cominciare dal sindaco di Sesto Gianni Gianassi, che  commenta: ''Si tratta di una grande prova di maturità e responsabilità dei lavoratori di Ginori che, unitamente all'impegno del gruppo Gucci, apre uno scenario nuovo per la manifattura di Sesto Fiorentino'', aggiungendo: ''E' necessario ora ripartire con la produzione e con gli investimenti per dare avvio, finalmente, ad un piano industriale che produca reddito ed occupazione''.
Anche l'assessore regionale alle attività produttive e al lavoro, Gianfranco Simoncini, valuta positivamente l'accordo raggiunto e ha ribadito che ''c'è la disponibilità della Regione ad accompagnare, con tutti gli strumenti che potranno essere messi in campo, la ricerca di soluzioni che permettano di non lasciare scoperto nessuno dei lavoratori''.
Il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, ha espresso anch'egli soddisfazione per ''una votazione che rappresenta un passaggio fondamentale nell'intera vicenda ed un'assunzione di eccezionale responsabilità che permetterà all'azienda la salvaguardia occupazionale ed il mantenimento della competitività a livello internazionale''.  Barducci conclude: “L’idea che ha portato all’intesa finale è stata quella vincente, privilegiando, quanto più possibile, la ricollocazione lavorativa degli esclusi”.

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