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Morosini, giocatore del Livorno, muore d’infarto nella gara contro il Pescara Calcio, Cronaca

Pescara-Livorno, gara del campionato cadetto di calcio, rinviata a data da destinarsi dopo il 31’ del primo tempo. Purtroppo, però, non per maltempo. Il Pescara sta attaccando quando, all’improvviso, il centrocampista amaranto Morosini si accascia a terra. Apparentemente pare in preda a delle convulsioni ed i giocatori in campo si accorgono che qualcosa non va. Intervengono anche le due panchine ed il guardialinee che si trova nei pressi del centrocampista, riverso a terra al vertice della propria area di rigore. L’arbitro Baratta ferma la gara e l’ambulanza irrompe pochi istanti dopo sul terreno di gioco. In seguito, si verrà a sapere che è stata ostacolata da un'auto dei vigili urbani, che la blocca per qualche minuto fino a quando un carabiniere rompe il finestrino e rimuove il mezzo.  I medici soccorrono Morosini utilizzando un defibrillatore, mentre molti giocatori piangono e si disperano mettendosi le mani nei capelli. Lo stadio è ammutolito. A Piermario Morosini, centrocampista venticinquenne che veste la maglia del Livorno da gennaio grazie ad un prestito dall’Udinese, vengono ripetutamente praticati massaggi cardiaci durante il trasporto all’ospedale di Pescara. Accompagnato dal medico sociale del Livorno, Porcellini, il ragazzo viene trasferito nel reparto di rianimazione in quanto giunto al Pronto Soccorso in fibrillazione ventricolare, ossia con anomali impulsi elettrici cardiaci. I medici, appurato da una prima diagnosi che il calciatore è stato colpito da una crisi cardiaca con successivo arresto cardiocircolatorio, decidono di indurre a Morosini un coma farmacologico per applicargli uno stimolatore esterno.

Tutto inutile. Il giovane centrocampista del Livorno muore, "senza che il suo cuore abbia mai ripreso a battere", come dice il cardiologo dell'ospedale di Pescara Edoardo De Blasio. Il dramma sconvolge tutti: i compagni, che lo hanno accompagnato fino al Pronto Soccorso, i tifosi che non l'hanno lasciato solo e sono in attesa, i famgilairi. Ma è tutta la serie B ad essere sconvolta, tutto il mondo del calcio. E la Fgc sospende il campionato per il fine settimana.

Si ferma il cuore di Morosini, si ferma il mondo del calcio, attonito e frastornato dalla tragedia. Ma chi è questo giovane atleta? Piermario Morosini  era cresciuto nelle giovanili dell'Atalanta: 10 anni "conditi" dal forte sapore  di uno scudetto allievi. In comproprietà all'Udinese nel 2005,  a 19 anni giocò' la prima stagione da professionista dividendosi tra Primavera e prima squadra e collezionando 5 presenze in Serie A, 3 in Coppa Italia e una in Coppa Uefa (l'ottavo di finale Levski Sofia-Udinese). Arriva l'anno dopo l'esperienza in serie B a Bologna: 16 presenze, il riscatto dall'Udinese, il passaggio al Vicenza, ancora in B dove con 34 gettoni e un gol contribuisce a conquistare la salvezza dei veneti, al punto che i biancorossi ne riscattano la metà del cartellino confermandolo tra i titolari anche per la stagione successiva (32 presenze). Nell'estate del 2009 l'Udinese era diventata proprietaria interamente del suo cartellino riscattandone la comproprietà dal Vicenza per 1,5 milioni di euro e il 31 agosto di quell'anno Morosini era passato in prestito alla Reggina e successivamente al Padova, per poi tornare nel 2011 a Vicenza. Dal gennaio di quest'anno il centrocampista era in forza al Livorno: con i toscani aveva collezionato 9 presenze. Morosini aveva fatto anche tutta la trafila nelle nazionali giovanili fino alla Under 21 dove aveva esordito nel settembre del 2006, arrivando a disputare l'Europeo 2009 in Svezia.

Dichiarazioni di stupito dolore e cordoglio giungono sia dalla Lega di serie B, sia dal Coordinamento dei Club Amaranto, che dalla Fgc. Ed è l'intera città di Livorno che guarda attonita alla tragedia. Intanto, inevitabili cominciano a manifestarsi le prime perplessità. Ilustre portavoce, il Ministro per lo sport Piero Gnudi, che commenta, ai micorfoni di RadioUno: "Quest'anno questa non è la prima tragedia: forse bisogna interrogarsi se i controlli medici devono essere più approfonditi e forse anche più intensificati. Non è possibile che un ragazzo di 26 anni muoia giocando al calcio". Nel pomeriggio giungono anche le dichiarazioni di sgomento e cordoglio del presidente della Provincia di Livorno, Giorgio Kukufà, che decide insieme al Coni di rinviare la cerimonia di premiazione del Premio Valenti alla sportività 2012.

L’autopsia sul corpo di Morosini verrà effettuata nella mattina di lunedì 16 aprile. L’esame autoptico chiarirà quali siano state le cause della morte del venticinquenne calciatore del Livorno. Vi sono esperti che parlano di arresto cardiocircolatorio, mentre il dottor Paloscia, uno dei primi a soccorrere il calciatore sul terreno di gioco, ha ipotizzato si possa anche pensare ad una morte cerebrale in quanto per tutto l’arco dei soccorsi il cuore di Morosini non avrebbe dato alcun segno di ripresa. La fidanzata del giocatore, Anna, ha fatto visita nella mattina di oggi, 15 aprile, all’obitorio dell’ospedale di Pescara. Per motivi legali, però, non è stata lei ad effettuare il riconoscimento della salma, che è invece stato affidato ad un cugino di Morosini. A Livorno, frattanto, lo stadio Armando Picchi vede, dalla mattina di oggi, un vero e proprio pellegrinaggio di tifosi che depongono sciarpe e mazzi di fiori davanti ai cancelli dell’impianto sportivo.

14 aprile La morte di Morosini. Cordoglio della Provincia di Livorno

Foto: www.seriebnews.com

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