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Gioco al massacro, fuori anche Prodi: Quirinale senza inquilino Politica

Quarta fumata nera per l’elezione del presidente della Repubblica. Romano Prodi non sfonda neppure quota 400 (fermandosi ad appena 395 voti) mentre salgono i consensi di Stefano Rodotà (213), il candidato del MoVimento5Stelle che piace anche al popolo della sinistra. A Prodi sono mancati addirittura un centinaio di voti. Il che la dice lunga sulla corsa a ostacoli del Professore. Mentre il Pdl accoglie con grandi applausi il mancato quorum di Prodi, dopo una giornata di manifestazioni pittoresche contro il Professore, il leader del Pd Bersani si chiude subito in una stanza con i capigruppo Letta e Franceschini. Sel giura di aver votato per Prodi, Fioroni chiama alla riflessione soprattutto sulla crescita di consensi per Rodotà. La sensazione netta è che nel tritacarne sia entrato anche Romano Prodi. I Cinquestelle da parte loro continuano a sollecitare il Pd chiedendo di votare il loro candidato. Che sia proprio Rodotà il nome su cui potrebbero convergere alla fine i consensi maggiori? Domani alle 10 è prevista la quinta votazione.

Già stasera potrebbe tenersi un incontro fra Pd e MoVimento 5 Stelle. Questa mattina i capigruppo Lombardi e Crimi avevano lanciato la sfida: il Pd voti Rodotà e per il governo potrebbero aprirsi delle praterie. Una trappola o una reale via d’uscita?
Se un incontro Pd-Cinquestelle ci sarà, sarà con la presenza di tutti i parlamentari dei due gruppi. Così almeno chiedono i grillini. Un incontro probabilmente decisivo. Difficilmente il Pd potrà convincere i Cinquestelle a votare Prodi mentre più semplice appare la convergenza sul nome di Rodotà. Buona parte del popolo della sinistra non vedrebbe infatti male la cosa, pur rispettando la scelta di Prodi (l’unico a sconfiggere per ben due volte Berlusconi). Da notare anche come molti sostenitori renziani non hanno reagito bene alla scelta del Professore. Perché non Rodotà?

Non appare facile il cammino degli altri due nomi messi in campo: Massimo D’Alema e Giuliano Amato. Se al centrodestra potrebbero non dispiacere, è proprio a sinistra che si trova l’ostacolo maggiore. E dunque? Domani non sono da escludere affatto colpi di scena. Di certo il nome di Prodi appare ormai bruciato.

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