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Gioco d’azzardo legale, in aumento anche in Toscana i casi di dipendenza Cronaca

Si comincia con un Gratta e vinci, una puntatina al Superenalotto o un pokerino su internet. Può andare a finire che il gioco d’azzardo legale diventi un’abitudine irrinunciabile e che a fine mese ci si accorga di aver speso una fortuna, che talvolta supera di gran lunga quella della vincita sperata. «Il gioco d’azzardo legale può diventare una vera e propria dipendenza – spiega Adriana Iozzi della Asl fiorentina – Sono in aumento i casi di persone che si rivolgono ai nostri servizi territoriali perché non riescono più a smettere di giocare, finendo per mettere a rischio i propri risparmi, il lavoro o addirittura gli affetti. C’è stato il caso di un uomo che aveva speso in scommesse 8 mila euro in un solo giorno o di due genitori preoccupati per il figlio minorenne che passava tutto il giorno a giocare a poker su internet». Per questo Asl e Comune di Firenze hanno lanciato una campagna di comunicazione, finanziata dalla Regione Toscana con 20 mila euro, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare i cittadini sui rischi di quello che nasce come innocente divertimento e può trasformarsi, col tempo, in una malattia. La Toscana è l’ottava regione italiana per volume di gioco, con Massa al primo posto tra le province. Nel 2010, infatti, sono stati spesi in gioco d’azzardo legale ben 3,4 miliardi di euro sui 61 giocati in Italia. Nella provincia di Firenze sono stati giocati 851 milioni di euro, circa 900 euro pro-capite. Il dato nazionale del 2011 parla di un volume di gioco in aumento, ben 76 miliardi di euro, cui vanno aggiunti i 10 miliardi di gioco d’azzardo illegale, secondo le stime dell’associazione Libera. Cifra che viene triplicata nelle stime delle fiamme gialle. Già nel 2004 l’Italia era il terzo Paese al mondo dopo Giappone e Regno Unito per volume di gioco. «Un tempo lo si chiamava vizio. Oggi anche l’Organizzazione mondiale della sanità inserisce il bisogno maniacale di tentare la fortuna tra le patologie legate alle dipendenze – spiega Paola Trotta, responsabile del centro studi della Asl sulle dipendenze – Il problema è che questa è una dipendenza socialmente accettata. L’Oms ha stilato un decalogo per riconoscere i sintomi del disturbo: desiderio ossessivo di giocare, astinenza, impegno di cifre sempre più grosse per rifarsi delle perdite, tendenza a mentire ai familiari sull’entità delle cifre spese». «L’aumento del fenomeno è dovuto anche a una pubblicità martellante –  ha aggiunto l’Assessore Stefania Saccardi, che ha presentato oggi la campagna di informazione alla stampa – Ma anche a una filosofia sociale, veicolata dai mass media, per cui per farsi strada nella vita serve la fortuna e non l’impegno». L’aumento delle persone che si rivolgono al servizio sanitario per iniziare una terapia guidata da una equipe di medici e psicologi ha fatto scattare l’allarme. «Il giocatore ossessivo è generalmente uomo, lavoratore, di ceto medio, buona cultura –  precisa Adriana Iozzi –  Ma le donne sono in aumento, se pensiamo che fino a qualche anno fa il rapporto uomini e donne era di 9 a 1, oggi siamo a 4 a 1». Nei prossimi giorni la città sarà invasa da megacartelloni coloratissimi con l’immagine di un pollo spennato e frasi come “ti eccitano le slot machine?”, “impazzisci per i poker on line?”, “adori le scommesse?”. La risposta è per tutte la stessa: “Non fare il pollo, se ci conti troppo puoi rimetterci le penne”.
Per informazioni: telefono 800.003.003 (tasto 5) oppure www.cesda.net
 

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