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Giorgio Nissim, “eroe normale” che sfidò l’ideologia del male Cultura

Pisa – «La guerra incombeva sulle teste di tutti. E tutti si arrangiavano per conto proprio, come meglio potevano. Un uomo continuava, da solo in mezzo ai pericoli, alla corruzione degli uomini, al continuo farsi e disfarsi delle soluzioni, dei rifugi che improvvisamente diventano obiettivi militari, a cercare di dare un ordine organico alla resistenza». Scrive Alfredo De Girolamo nella recente pubblicazione “Giorgio Nissim.Una vita al servizio del bene” edito da Giuntina.

Nissim ebreo pisano guidò la Delasem in Toscana durante l’occupazione nazifascista«Un uomo semplice che, nel baratro più buio del Novecento e forse della storia dell’umanità, seppe da che parte stare, con tutta la dignità, il coraggio e l’umiltà che dovrebbero sempre contraddistinguere ogni uomo». E grazie alla sua abnegazione salvò centinaia di persone dai lager della morte. In una lotta contro il tempo, mettendo in ogni istante a rischio la propria vita, sfidando l’ideologia del male. Prendendosi gioco degli adoratori di Hitler, quella razza che si definiva ariana e superiore ma che era generata dalla viscere del Diavolo.

Di questo eroe quasi sconosciuto al pubblico hanno parlato a Pisa oltre all’autore del libro, lo storico Michele Battini: “una storia di resistenza civile, dove il calvario della famiglia Nissim si intrecciava con quello degli altri”. Il giornalista Adam Smulevich: “Giorgio Nissim è un paradigma nel paradosso della storia”. Il Presidente della Comunità ebraica Maurizio Gabbrielli: “le vicende di Giorgio sono al tempo stesso un insegnamento e una speranza, la luce di un uomo che non ha piegato la schiena”.

Lo scrittore Davide Guadagni: “Nissim e quella generazione di ebrei sono i fiori più delicati esistiti”. In Lungarno Gambacorti nella sala Baleari del palazzo comunale anche il Sindaco Marco Filippeschi ha voluto personalmente rendere omaggio alla memoria di questo straordinario concittadino: “Un eroe normale”. Mentre il figlio Piero Nissim: “Mio padre non ha mai usato un arma, al massimo in una situazione pericolosa ha infilato la mano in tasca, aprendola e disegnando con le dita la sagoma della pistola dentro la giacca”. Per poi chiedere in una dolcissima canzone dedicata al padre: “è valso a tanto quell’agire per il nostro domani?”. A tantissimo.

Eterna gratitudine a Giorgio Nissim un uomo eccezionalmente normale.

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