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Giornalismo digitale, al via il bando regionale Innovazione

Un bando regionale da 350 mila euro per sostenere l’informazione digitale. Il mondo sempre più gremito e variegato delle testate giornalistiche on line tira un sospiro di sollievo all’atteso annuncio che l’assessore alla Cultura Cristina Scaletti ha dato stamane nella seconda giornata di Digit.it, il convegno promosso da Associazione Stampa Toscana, Lsdi e Regione Toscana per fare il punto sul giornalismo digitale italiano. E non solo perché un finanziamento è pur sempre una buona notizia per una qualsivoglia impresa. Ma soprattutto perché testimonia una volontà precisa ed un interesse concreto della Regione a voler sostenere e promuovere l’informazione sul web. Segno che i tempi sono maturi per una presa di coscienza collettiva: il giornalismo, l’informazione, la comunicazione in genere viaggeranno e cresceranno sempre di più nella rete e nell’ampio bacino della multimedialità, come testimonia il proliferare di iniziative editoriali on-line (che finalmente hanno potuto incontrarsi) e il progressivo aumento degli accessi ai siti di informazione. Il tutto a beneficio del sacrosanto e benefico pluralismo dell’informazione, ma a fronte di più di una controindicazione, così come emerso nel corso della due giorni all’Auditorium di Sant’Apollonia. Dall’assenza di regole alla necessità di definire molteplici aspetti tecnico-giuridici, dall’esigenza di inquadrare e valorizzare nuove professionalità al tema spinoso delle risorse.


Il Bando. Le risorse stanziate dalla Regione Toscana e dirette a sostenere e promuovere progetti editoriali on line di piccole imprese, anche in fase di start-up, copriranno in conto capitale fino al 50% di spese (fino a 200 mila euro, ma il tetto è da definirsi) finalizzate all’acquisto di apparecchiature hardware e software o all’utilizzo di consulenze o personale tecnico. Beneficiari del finanziamento pubblico, in regime de minimis, potranno essere testate giornalistiche registrate alla cancelleria di uno dei tribunali toscani ed iscritte al Roc (Registro degli Operatori di Comunicazione) ed in cui lavorano giornalisti qualificati con un rapporto di lavoro regolamentato. Particolare attenzione sarà rivolta, nel bando, a quei progetti editoriali che prevedono spazi per il “Citizen Journalism” e contenuti innovativi. Escluse le testate il cui proprietario edita anche testate cartacee o possiede frequenze radio e tv. «Questo è l’impianto fondamentale del bando- ha spiegato la Scaletti – Ma è solo il primo passo di un cammino che potrà tararsi sulla base delle istanze e delle richieste che ci perverranno». L’assessore auspica comunque tempi brevi: pubblicazione del bando entro fine mese, presentazione delle domande entro fine ottobre, concessione degli aiuti entro l’anno.
 

Il Convegno. «Per la prima volta si è fatto il punto sulla situazione del giornalismo on line in Italia e per la prima volta molte delle persone che vi lavorano hanno potuto incontrarsi». A tirare le somme di una due giorni di lavori e di intenso dibattito che ha gremito l’Auditorium di Sant’Apollonia di giornalisti “digitali” da tutta la Toscana e oltre, è il giornalista Pino Rea, tra gli organizzatori di Digit.it. «Quello che emerge da quest’incontro è che ci sono in questo settore un sacco di energie nascoste – spiega – ma anche che bisogna assolutamente uscire da quello schema tradizionale che vede il giornale come una specie di pacchetto generalista da offrire a chiunque. Uno che schema che non regge più, e che perciò va rotto. E poi c’è bisogno di inventarsi nuove forme di sostenibilità economica che vadano oltre la semplice pubblicità». Nemmeno il finanziamento pubblico è però sufficiente, secondo Rea, che pure valuta positivamente il bando della Regione «perché aiuta le aziende che nascono dal basso e che non fanno capo ai grandi gruppi editoriali». «I giornali on line devono reinventarsi il rapporto con i lettori, con la società, ed essere l’espressione di una comunità con cui s’identificano».
 

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