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Giornalisti e magistrati concordano le regole per la cronaca giudiziaria Dibattito politico

Firenze – Pubblichiamo il protocollo d’intesa contenente le linee guida condivise in ordine alle modalità d’accesso al Palazzo di giustizia e di documentazione dell’attività di cronaca giudiziaria. E’ il primo, nel suo genere, in Italia. Consentirà a tutti i giornalisti che lavorano diffondendo immagini e riprese televisive di esercitare la loro professione portando gli strumenti di lavoro nel Palazzo di giustizia e di muoversi professionalmente secondo norme condivise, frutto di un intervento portato avanti per oltre un anno e giunto finalmente alla conclusione. Da lunedì 16 settembre il protocollo entrerà in vigore e fotoreporter e telegiornalisti potranno lavorare anche all’interno di Palazzo di giustizia attraverso l’accredito previsto.

“In data 11 settembre 2019, il Presidente il Presidente della Corte d’Appello di Firenze, il Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Firenze, il Presidente del Tribunale di sorveglianza di Firenze, il Presidente del Tribunale di Firenze, il Procuratore della Repubblica di Firenze, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, il Presidente dell’Ordine dei giornalisti della toscana dell’Associazione stampa toscana hanno sottoscritto il Protocollo d’intesa contenente le linee guida condivise in ordine alle modalità d’accesso al Palazzo di giustizia e di documentazione dell’attività di cronaca giudiziaria.

Il Protocollo, frutto del lavoro svolto collegialmente, muove dalla condivisione dei seguenti principi:

– la libertà di stampa è espressione del diritto di manifestazione del pensiero sancito dall’art. 21 Cost., cardine di ogni ordinamento democratico;

– il diritto di cronaca è riconducibile direttamente all’art. 21 Cost.;

– il diritto di espressione deve essere bilanciato con i diritti e gli interessi che di volta in volta gli si contrappongo: il diritto all’identità personale, alla riservatezza, alla reputazione, all’onore, aventi anch’essi dignità costituzionale, ex art. 2 e 3 Cost; l’ordine e la sicurezza pubblica, tesi ad assicurare l’ordinato e proficuo svolgimento delle attività giudiziarie, la serenità degli attori del procedimento e di tutti coloro che vi prendono parte;

– la delicatezza e complessità dei valori in gioco richiede la più elevata professionalità e il più scrupoloso rispetto delle regole deontologiche da parte di magistrati, avvocati, giornalisti e loro collaboratori tecnici;

– la cronaca giudiziaria non deve mai vanificare il principio di pari dignità di ogni persona, solennemente affermato dall’art. 2 della Costituzione, e la presunzione di non colpevolezza, sancita dall’art. 27 Cost.;

– la elaborazione di regole e la loro preventiva conoscibilità sono funzionali a garantire la coerenza, l’uniformità, la trasparenza dei comportamenti.

Foto:  Margherita Cassano, presidente della Corte d’Appello di Firenze

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