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Giornalisti in piazza per il diritto al lavoro Breaking news, Cronaca

Firenze – Erano in centinaia, i giornalisti che si sono presentati oggi a Firenze, davanti alla Prefettura, per la manifestazione “Per la dignità del lavoro, per il diritto a informare e dei cittadini ad essere informati”, organizzata dall’Associazione Stampa Toscana e dall’Ordine dei giornalisti della Toscana. Iniziative simili, che fanno seguito a quella svoltasi a Roma davanti a Montecitorio la scorsa settimana, si sono svolte in diversi capoluoghi regionali.

I punti salienti rivendicati, in un lavoro dove il precariato assoluto, neanche tanto nascosto, ha preso forme di vero e proprio schiavismo intellettuale e di penna, con le ovvie ricadute sulla qualità del lavoro e la sicurezza di chi informa, sono in primo luogo salvaguardia della previdenza e del welfare della categoria attraverso la difesa dell’’Inpgi, l’Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti. Un punto che rimane fondamentale  per ridare dignità al lavoro, per l’equo compenso, contro il precariato che affligge da anni la professione giornalistica, per la difesa dei colleghi “esodati” in seguito alla chiusura di testate anche importanti che li hanno lasciati senza stipendio e senza pensione, per la difesa delle storiche testate che in Toscana stanno attraversando un delicatissimo momento di crisi e per un giusto contratto dei giornalisti nella PA. Una lista di rivendicazioni che sono state presentate al Prefetto Alessandra Guidi, cui sono stati esposti i motivi della protesta, da una delegazione composta dal presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci e dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana Carlo Bartoli.

Di tutto un po’, fra le più disparate definizioni che questo mondo contempla; dai giornalisti in attività, pensionati, telecinefotoreporter, giornalisti degli uffici stampa pubblici e privati, freelance, ai colleghi della Rai e dell’emittenza privata messa in ginocchio dalla contrazione della pubblicità dovuta alla pandemia, ai precari in attesa di un vero equo compenso, fino agli “esodati”, giornalisti licenziati da aziende ormai chiuse, fino ai colleghi dei quotidiani La Nazione e Il Tirreno impegnati in difficilissime vertenze nelle quali la posta in palio sono decine di posti di lavoro messi a rischio da prepensionamenti chiesti da editori. Editori che, dicono dalla piazza, hanno sempre considerato “il nostro istituto di previdenza una specie di bancomat”. Tutti insieme per chiedere che “le risorse del Piano di Ripresa e Resilienza finanziato dai fondi della Ue tengano vengano impiegate per garantire non solo i diritti dei giornalisti ma soprattutto quelli dei cittadini ad essere informati e che Governo e Parlamento varino al più presto i provvedimenti, fondamentali per la libertà d’informazione ormai incardinati, come quelli contro le querele-bavaglio”.

La politica si è espressa con parole di solidarietà e partecipazione, via via dal Sindaco di Firenze Dario Nardella attraverso la vicesindaca Alessia Bettini, dal Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani con il messaggio letto durante la manifestazione, dal Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, e da rappresentanti delle forze politiche che sono intervenuti al presidio prendendo la parola, tra cui i consiglieri regionali del Pd Andrea Vannucci e Fausto Merlotti, Francesco Torselli di Fdi, e dai segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Dalida Angelini, Ciro Recce e Annalisa Nocentini. Il presidente dell’Ast ha ringraziato tutti i rappresentanti politici e delle istituzioni, senza mancare di sottolineare che, pur ringrnaziando di cuore, ora “servono fatti concreti e anche pressioni sul governo per ottenere una vera riforma capace di attingere anche al Recovery plan”.

Foto: www.assostampa.org

 

 

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