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Giornata della Memoria, Antonietta Rotondi a Vaglia Cultura

Vaglia (Firenze) – Antonietta Rotondi non ama parlare di sé, eppure sono anni che si dedica allo studio e alla ricerca documentaria dei campi di concentramento , confessa infatti  di avere una biblioteca  che gli ha praticamente  invaso la casa. I suoi viaggi, all’estero e in Italia, per conoscere le varie realtà dei campi di sterminio sono iniziati molto tempo fa,  prima ancora che la Giornata della Memoria venisse istituita per legge il 27 gennaio e con essa  il Treno della Memoria,  alla cui realizzazione, per anni,  ha dedicato tante energie. Ieri era a Vaglia, Invitata dalla Proloco Vaglia Mugello  e dallo Spazio Giovani, per incontrare il pubblico, in particolare i ragazzi e per parlare della questione ebraica e dell’universo concentrazionario. Due ore dense dove all’introduzione storica ha fatto seguito la visione di testimonianze documentarie di sopravvissuti ad Auschwitz , molti dei quali oggi ormai scomparsi.

Tra coloro con i quali ancora oggi Antonietta è in contatto, Nedo Fiano, Goti Bauer, Liliana Segre, ognuno con i suoi terribili ricordi, ripercorrono le tappe del loro viaggio fino ai luoghi della prigionia, che li ha visti bambini, salvarsi, forse per un caso fortuito, ma perdere gli affetti più cari, genitori, parenti, famiglie decimate in un attimo. Tra le numerose testimonianze quella di Shlomo Venezia che, da deportato, aveva  prestato servizio alle camere a gas, eccolo accanto ai ruderi di quelli che una volta erano i luoghi della morte, fatti bombardare a guerra finita, e rievocare i suoi compiti di ogni giorno. O quella di Ferruccio Marussi deportato politico, al contrario di Primo Levi deportato raziale, due modi diversi di testimoniare,  lui che per cinquanta anni è andato nelle scuole per portare il suo racconto a migliaia di studenti, sottolinea l’importanza della parola, negata nella vita del lagher e l’immagine indelebile di coloro  che, a loro appena liberati,  mostravano fotografie di persone scomparse, con la speranza di poterli riabbracciare.  “ La Giornata della Memoria– dice Antonietta Rotondi – è importante ma non deve ridursi a un semplice cerimoniale,   quello che è accaduto dovrebbe essere ricordato tutto l’anno, senza contare – continua la signora Rotondi – che in Italia ancora i conti non stati fatti del tutto” . Riferendosi con queste parole  ai campi da cui passarono molti degli italiani, Fossoli e la risiera di San Sabba. 

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