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Giovane muore schiacciato da una pressa Cronaca

Pistoia – Un operaio che avrebbe compiuto 23 anni fra pochi mesi è morto schiacciato sotto una pressa mentre lavorava in un’azienda tessile di Montale (Pistoia).   Sul posto sono intervenuti i sanitari inviati dal 118, ma per il giovane, di origine tunisina, non c’è stato niente da fare. Sul posto anche i vigili del fuoco e i carabinieri. Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento.

E’ il terzo incidente mortale su lavoro in Toscana in tre giorni: ieri in un infortunio avvenuto a Castelfranco di Sotto (Pisa), aveva perso la vita un uomo di 51 anni, titolare di una ditta di termoidraulica, che stava effettuando una manutenzione a una cisterna in una conceria. Il giorno prima, era stata la volta di Romulo, un rider di Pistoia investito sul lavoro.

“I tre incidenti mortali che si sono verificati in così poco tempo nella nostra Regione ci addolorano e ci invitano a una riflessione seria e approfondita sui sistemi di sicurezza nei luoghi di lavoro”, dichiara l’assessore alla sanità, Simone Bezzini, nell’apprendere la notizia dell’ultimo infortunio mortale.

“La Regione Toscana – continua Bezzini – ha fatto importanti investimenti nel settore della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, a partire da progetti di prevenzione e controllo e corsi di formazione, mirata e costante, per le imprese. I servizi Prevenzione Igiene e Sicurezza dei Luoghi di Lavoro delle nostre Asl sono costantemente impegnati nel far rispettare le norme e l’applicazione delle procedure di sicurezza, ma si deve fare ancora di più e serve un impegno comune per lavorare insieme, con ancora più determinazione, per evitare il ripetersi di tali tragedie. Addolora apprendere di eventi di questa portata. Siamo vicini alle famiglie, che vengono private, in modo inaspettato e tragico, dell’affetto dei loro cari. Ogni infortunio, ogni decesso per motivi di lavoro, è una sconfitta per la comunità tutta”.

Sulla questione interviene anche il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo: “Tre morti sul lavoro in tre giorni non sono un evento causato dalla mala sorte, ma il sintomo che c’è un sistema che va cambiato. Occorre uno scatto in avanti da parte di istituzioni, imprese sindacati, perché tre morti sul lavoro in tre giorni sono una sconfitta per tutti. Servono certamente più controlli, e quindi più ispettori, ma occorre che la sicurezza, diritto inalienabile di ogni lavoratore, divenga effettiva. Per riuscirsi, dobbiamo metere in primo piano la qualità del lavoro, il rispetto delle regole e dei contratti. Perché senza diritti non c’è sicurezza”.

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