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Giovane somalo si getta dalla finestra: volo di venti metri sul selciato Cronaca

Un suicidio e un mistero: il giovane somalo (31 anni) che oggi pomeriggio l'ha fatta finita con un volo di 20 metri che l'ha portato a schiantarsi sul selciato del cortile della casa occupata in cui viveva, in via Slataper, forse si porterà con se' il motivo del suo gesto. A dire la verità motivi ce n'erano tanti, al di là di quello, ancora controverso ma su cui pare decisiva la testimonianza della questura di Pisa, del giallo della richiesta di asilo politico. Pareva infatti che il diniego delle autorità italiane avesse dato il colpo finale alla depressione che lo divorava, ma dalla Questura di Pisa è giunta la notizia che l'asilo politico gli era stato concesso e comunicato un mese fa, e in maggio aveva chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno.

Dunque, le motivazioni che lo hanno spinto, dopo essere riuscito ad arrivare in Italia sopravvivendo ai barconi, alla traversata, alla guerra, alla fame, al freddo, alla povertà forse sono da ricercarsi in quel materasso buttato a terra che gli serviva da letto, in quell'unico cambio di vestiti appeso a una scala, alle condizioni di “galleggiamento” verso un futuro precario e nebuloso: là non voleva e poteva tornare, qui non poteva stare da uomo.  

Una nota di Ornella De Zordo, consigliere comunale della lista civica “Perunaltracittà” chiarisce proprio gli aspetti che rendono questa storia tragicamente emblematica per le migliaia di persone che fuggendo da situazioni neppure immaginabili cercano un'altra chance di vita in Europa: “'La morte per suicidio del giovane somalo in via Slataper è devastante per tutti noi e deve far aprire una volta per tutte gli occhi a una città che si celebra come civile, democratica, operatrice di pace, ma che per troppi aspetti non lo è. Si è gettato nel cortile del palazzo in cui viveva da occupante senza prospettiva alcuna di una vita accettabile, in cui poter costruire un futuro degno di questa parola. Forse è stato troppo pesante il fardello che si portava dietro dalle guerre di casa sua, forse troppo vuoto il vuoto che ha trovato qui nella ricca Europa".

"La storia di questa vita, terminata sul selciato di un cortile, così come le storie di decine di migliaia di richiedenti asilo nel nostro paese, è una storia allucinante. Persone abbandonate dalle istituzioni nonostante i trattati internazionali e il diritto umanitario prevedano per loro assistenza e accompagnamento. In Italia i profughi sono infatti pressochè invisibili, e dire che ce ne sono poco più di trentamila contro il mezzo milione tedesco e gli ottantamila di un piccolo paese come l'Olanda”.

Intanto continuano le ricostruzioni, per ora contraddittorie, sui perché. Secondo alcuni amcic, negli ultimi giorni il giovane somalo sarebbe stato fuori di se': senza mangiare, senza dormire, parlava da solo. Color che lo hanno conosciuto continuano a parlare del rifiuto della richiesta di asilo, nonostante la smentita della questura di Pisa; qualcuno afferma che ci sarebbe stato un foglio su cui sarebbe stato scritto che l'asilo politico era negato. Ma il foglio non si trova, sarebbe stato ritirato dal controllore nel corso di un controllo di biglietti sul bus, in cui il giovane sarebbe stato trovato senza. Ma sulla situazione invivibile (dormiva con altre 12 persone in un sottoscala) in cui era rimasto “intrappolato” giovane fuggito dalla guerra in molti puntano per darsi un perché. Sul suicidio è intervenuto anche il ministro Kyenge, che ha affermato che è un dovere “chiedere scusa a tutte le persone a cui non siamo riusciti a dare risposta, perché è una responsabilità di tutti noi”.

Intanto, con una nota, l'Usb di Firenze dichiara: "Una società che si ritiene civile, democratica, operatrice di pace e accogliente non può tollerare e stare inerme alla richiesta di aiuto da parte di chi non può sperare in un futuro sociale e morale da parte del proprio Paese. Le persone che cercano di essere cittadini del mondo ma non trovano nessun Paese pronto ad accoglierle e ad assisterle,sono sempre più spesso abbandonate al peso del proprio destino e alle ingiustizie del territorio. Usb si stringe alla comunità somala cittadina ed esprime le proprie condoglianze alla famiglia di Mohamud Mohamed Guled,un giovane somalo che si è suicidato questo pomeriggio in via Slataper Firenze".

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