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Giovani e occupazione, quando il lavoro è il metaphysical shop Economia, Società

Firenze – L’idea è nuova per Firenze e forse forse per l’Italia. Perché se a Londra, o nelle città americane, il metaphysical shop è ormai non solo realtà radicata ma rappresenta un discreto business e una vera e propria cultura alternativa, a Firenze è conosciuto solo “nel giro” degli “informati” e appassionati, definizione che quasi sempre si sovrappongono e coincidono.

Innanzitutto, di cosa si tratta. Limitare il metaphysical shop a un semplice “negozio” in cui si vendono oggetti più o meno pittoreschi, o in cui si trovano persone che “credono nella magia” è del tutto fuorviante. Basta entrare nella libreria – punto vendita della Soffitta delle Streghe in via Magenta a Firenze – per accorgersene. Innanzitutto, ciò che è in mostra è molto discreto: amuleti, pentacoli, simboli che si rifanno a varie culture tradizionali, dagli Indiani d’America all’India, ai Celti a tradizioni più mediterranee o del tutto nordiche, tutto è alla vista del “cliente” con la consapevolezza di dare testimonianza di antiche conoscenze più che di alimentare illusioni “miracolistiche” nell’utente. Del resto, fra candele di tutti i colori e incensi straordinari (con tanto di certificazione che non è stato sfruttato lavoro minorile per la loro produzione) campeggia una scelta vastissima di libri, che vanno dal ptrattato di base ad esempio “Gli animali del Potere” dei culti sciamanici fino a veri e propri libri di antropologia e simbolismo, saggi di psicologia che trattano gli archetipi e ricostruzioni “alternative” rispetto alla spiritualità occidentale corrente. E proprio su quest’impronta proiettata verso la ricerca e il “sapere” si creano eventi interessanti a vari livelli come seminari su tematiche che rientrano a pieno diritto nell’antropologia come il Culto della Grande Madre (Cibele? Iside? Le tante Madonne nere della trazione europea?) fino a temi più “popolari” come Le Erbe delle Streghe, che, spiega Mauro, uno dei giovani fondatori del metaphysical shop, non sono altro che le erbe della cucina popolare, dal prezzemolo, salvia romsarino, aneto, dragoncello … che possiedono, negli oli essenziali che le rendono così indispensabili al palato, anche proprietà curative e di “benessere” per cui sono “magiche”.

Ecco, il concetto base è questo. Magia, che proviene da un’antica parola di radice indoeuropea e significa (anche) potere. Il potere, spiega Mauro, trent’anni, che insieme a Maria Vittoria hanno pensato, fatto crescere e infine dato vita a questo punto di “spiritualità” nel fluire caotico che continua d’intorno, il potere che si raccoglie dalla Natura, dal Tempio vivente in cui noi stessi siamo non solo sprofondati, ma anche parte essenziale. Un ritorno, in un certo senso, che ai nostri tempi prende vari nomi (Antica Religione, pensiero olistico, new age, joga, tutti passi per un percorso che porta nella spiritualità interiore, nel proprio silenzio, dove il tempo di dilata) a qualcosa che, spiega Mauro, “è dentro di noi, di cui noi portiamo la memoria naturale e che rischia di essere perso in questa frammentazione quotidiana che è il nostro stile di vita occidentale”. Per questo, entrare nella Soffitta delle Streghe è in realtà affacciarsi o meglio penetrare in un vero e proprio “sistema”.

Un “sistema” che tuttavia ha seguito un vero e proprio percorso contemporaneo per farsi punto d’incontro “materiale”. Infatti, la Soffitta delle Streghe nasce circa un anno fa come pagina Facebook. “Apriamo la pagina su questioni spirituali, ed ecco, subito in poche ore vediamo l’assieparsi di follower – spiega Mauro – dopo qualche giorno, siamo a trentacinquemila”. E poi? “La richiesta di creare un punto d’incontro non più solo  virtuale proviene da coloro che ci seguono – continua – cominciano le richieste: dove posso comprare quel libro? Dove trovo quel tipo d’incenso ayurvedico? Dove vado per scovare quell’amuleto celtico?”. E’ a questo punto che i due “ricercatori” Mauro e Maria Vittoria, che ha alle spalle anche studi universitari di antropologia, pensano di creare qualcosa di meno labile di un punto di dibattito virtuale.

“Non subito – continua Mauro – prima abbiamo deciso di portare libri e oggetti in giro per sagre, piazze, mercatini, insomma in ogni occasione in cui c’era la possibilità di aprire un dibattito, un confronto, una messa in discussione di argomenti e temi che di solito vengono trascurati, se non dagli addetti ai lavori. E qui l’altra sorpresa: la gente viene, osserva, chiede, si informa. Qualche volta compra, ma non è tanto questo, piuttosto è il mettere in discussione o almeno in confronto la propria idea di tempo, amore, dolore, distacco, sofferenza, gioia, aprendo delle porte che tendono a rimanere ben serrate. Successo, dunque, per l’esperimento. E dopo di ciò, finalmente pensiamo sul serio di aprire un luogo che si occupi di spiritualità”.

Se il successo che arride all’iniziativa è in qualche modo sorprendente e molto indicativo dei tempi in cui viviamo (a tutt’oggi, 65mila follower per la nuova pagina facebook del negozio) , nessuna sorpresa invece per i temi su cui l’attenzione è più alta, primo fra tutti l’amore. “L’amore rimane sostanzialmente un tema base – spiega Mauro – un tema di “accesso” alla ricerca, o semplicemente, un tentativo di piegarlo alle proprie esigenze. Che per gli occidentali nascono e diventano spesso sofferenza per la pressione che viene esercitata dai messaggi “pubblici” , che identificano la felicità nell’avere al proprio fianco la persona amata. Un pericolosissimo equivoco, che reifica l’altro in quanto bene necessario alla propria felicità individuale. E che non contempla, ahimè, l’opinione dell’altro, che potrebbe anche non essere d ‘accordo. E’ purtroppo cronaca di tutti i giorni”.

Infine, qualcosa amareggia i due fondatori del metaphysical shop fiorentino. Si tratta dell’accusa neanche tanto velata che la maggioranza delle persone getta su questo tipo di attività, che si compendia nella parola “ciarlatani”. “In Italia è molto difficile non incorrere in questo tipo di accusa – conclude Mauro – anche perché la battagli contro il “paganesimo” fu lunga e cruenta. In altri pasi europei, da Londra a tutti i paesi di linua inglese, ma anche in Spagna, in Francia, in molti luoghi del Nord europa questo tipo di esercizio è non solo presente, ma assolutamente inserito nella routine della vita quotidiana. E’ facile entrare in uno di questi “negozi” e riprendersi un po’ del proprio tempo”.  Magari comprando una candela profumata o un incenso, da respirare mentre si legge qualcosa che faccia risuonare di una lingua universale il proprio silenzio.

 

 

 

 

 

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