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Giovanni Duprè a Sorano Cultura

Sorano – Conversazione con Elisabetta Ciardi Duprè, pronipote dell’artista.

Cara Elisabetta, domenica 24 settembre sarà inaugurata a Sorano (GR) la mostra dedicata a Giovanni Duprè, tuo antenato.  Puoi raccontaci chi ha avuto l’idea della mostra e chi l’ha organizzata. Inoltre, le opere esposte sono tutte di tua proprietà?

“La mostra è stata organizzata da me e da mio cugino Luca Dal Poggetto, con il patrocinio del Comune di  Sorano, del Comune di Siena, della Contrada dell’Onda e della Fondazione Atlante per la Maremma.  Le opere sono in parte mie e in parte della famiglia di Maria Grazia Ciardi Duprè dal Poggetto.

L’idea di esporre la collezione è  venuta in mente ad Andrea Vanni, assessore alla Cultura del Comune di Sorano, legato alla famiglia per la vecchia amicizia che lo legava a mio padre.  Già nel 1988 aveva organizzato una mostra e quest’anno, anniversario della nascita di Giovanni Duprè, ha voluto commemorarlo con un’altra.  Ad Andrea Vanni e al Comune di Sorano va tutto il nostro ringraziamento per lo sforzo fatto, anche dal punto di vista economico. Si tratta di un Comune dal ricco patrimonio artistico, ma che deve destreggiarsi con un budget limitato e che, nonostante tutto, ha voluto investire in questo evento.”

E’ l’unica mostra su di lui, in occasione dell’anniversario?

“Questa estate a Siena su di lui sono stati organizzati Convegni e il Palio dell’Assunta, che quest’anno in suo onore portava l’immagine della Saffo. Il Palio è stato vinto dalla contrada dell’Onda che aveva ereditato dalla famiglia Ciardi una ricca collezione di opere. Tra le altre iniziative la mostra organizzata dal Monte dei Paschi di Siena che ha esposto le opere di Duprè appartenenti alla loro collezione.”

Puoi raccontare qualcosa di più sulla “Saffo” che hai appena citato?

“Si tratta di un’opera in marmo esposta nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma (Marmo, h. cm 140, 1857).”

Sai dirmi qualcosa di particolare sul personaggio Giovanni Duprè? Apparteneva ad una famiglia numerosa, come e dove viveva?

“La sua è una biografia molto particolare. La sua famiglia, venuta in Italia al seguito dei Lorena, subì un tracollo economico. Si racconta che il nonno, commerciante abituato all’agio, generoso e disponibile, per un motivo o per l’altro non avvezzo a riscuotere quanto gli era dovuto, ridusse la famiglia sul lastrico.

Fu così che il padre Francesco, che apparteneva ad una famiglia molto numerosa,  cominciò presto a lavorare come intagliatore del legno. La sorella Clementina muore presto, un fratello si riduce al ricovero dei poveri e Giovanni va a lavorare con il padre a Pistoia, mentre la madre resta a Firenze con le sorelline.”

Come nasce la sua vocazione artistica?

“Era costretto a dare una mano al padre, mentre la sua aspirazione non soddisfatta  era quella di studiare e imparare a disegnare e dipingere. Così i muri della bottega diventarono le sue tavolozze, su cui sfogava tutta la sua creatività, migliorando così tanto questa abilità innata da farsi conoscere e apprezzare dai clienti che lui ritraeva, durante la loro sosta in bottega.

Appena poteva scappava a Firenze per stare con la madre e le sorelle, ma inutilmente perché veniva sempre riacciuffato dal padre che non si peritava ad allungargli due scappellotti.  Finché, fattosi più grande e autonomo, scappò ma per iscriversi all’Istituto di Belle Arti di Firenze, anche se non poteva frequentare assiduamente le lezioni, perché doveva comunque continuare a lavorare.”

Giovanni si sposò ed ebbe dei figli. Cosa puoi raccontare?

“Giovanni  Duprè ebbe quattro figlie: Amalia, Giuseppina, Luisina ed Emilia che morì presto.  Alle figlie attribuiva dei soprannomi e questo creò molta confusione. Molto spesso, quando le cita non si capisce se stia utilizzando un soprannome oppure menzionando una figlia non a noi nota. Resta un mistero.

La moglie non era particolarmente entusiasta di questa vena artistica e avrebbe preferito che si limitasse alla sua attività di falegname. Ma Giovanni non la stette ad ascoltare e anzi incoraggiò la figlia Amalia che, dando segno di voler seguire le sue impronte,  aveva imparato a disegnare osservandolo all’opera. Amalia Duprè divenne a sua volta un’artista pregevole che, per non perdere il cognome paterno, quando si sposò, fece in modo di aggiungerlo a quello del Ciardi, suo sposo. ”

Come raggiunse il successo Giovanni Duprè?

“Lui continuava a fare il falegname intagliatore ma, con l’aiuto dei senesi e grazie ai finanziamenti che riescì a trovare, realizzò la prima statua importante: l’Abele  morente il cui originale in marmo si trova al Museo Ermitage di San Pietroburgo. La copia in bronzo si trova alla Galleria d’arte moderna di Firenze. Lo zar, che aveva acquistato l’Abele, gli commissionò poi anche il Caino.

Ci sono tanti aneddoti sull’Abele morente. Te ne racconto uno che narrava mio padre: Giovanni scolpì l’Abele sdraiato perché lo studio in cui lavorava era estremamente basso e la statua in posizione verticale non ci sarebbe potuta stare. Per chi a Firenze ha modo di andare a mangiare un gelato da Vivoli, in via dell’Isola delle Stinche, sopra l’ingresso del negozio potrà vedere la targa che ne indica il luogo.

Era uno studio piccolo dove Giovanni rischiò di morire intossicato dalle esalazioni di un braciere, se non lo avessero trovato per tempo, svenuto insieme al suo modello, soprannominato Brina.

Nel 1867, come rappresentante della scuola toscana, Giovanni fu invitato ad esporre il modello in gesso dell’Abele morente all’Esposizione Universale di Parigi, dove ottenne la gran medaglia d’onore.”

A proposito della figlia Amalia, come firmava le sue opere?

“Firmava i suoi lavori come Amalia Duprè, non come Amalia Ciardi Duprè. Anche lei come il nonno, ha lavorato quasi sempre senza farsi pagare, riproponendo il noto modello comportamentale.”

La tradizione artistica della famiglia ha poi avuto un seguito?

“Certo, in questo momento a Siena, in contrada dell’Onda,  è in corso la mostra di Amalia Ciardi Duprè:  Arte, Mito e Poesia. ”

Un invito ai lettori a visitare la mostra che sarà inaugurata a Sorano la prossima domenica 24 settembre alle ore 11. Il filo della Memoria: omaggio a Giovanni Duprè. 1817-2017 nel 200° della nascita. Disegni, ritratti di famiglia, foto e sculture provenienti dalle raccolte di alcuni discendenti.

Un’occasione per visitare anche i dintorni, un weekend di cultura e rilassamento tra arte e terme.

Mostra online

Giovanni Duprè

Giovanni Duprè

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