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Giovanni Pieraccini, la difficile arte del riformista Cultura, Opinion leader

Firenze – Nel centenario della nascita (23 novembre 2018) e a un anno dalla scomparsa, abbiamo pubblicato: Giovanni Pieraccini nel socialismo riformista italiano (“Quaderni del Circolo Rosselli” n.4/2018, a cura di A. Giacone, Pacini Editore). I “Quaderni del Circolo Rosselli” sono così giunti al 133esimo fascicolo pubblicato e al XXXVIII esimo anno di vita. Penso che sia quasi un record per una rivista del genere.

Numerosi gli autori, dei saggi pubblicati: Andrea Ricciardi, Antonio Tedesco, Cristina Acidini, Spencer Di Scala, Fabio Vander; Vittorio Emiliani; Mirco Bianchi Francesco Bello; Gianni Silei, Franco Mosca; Stefano Rolando oltre naturalmente al curatore e a chi scrive. In altre parole, si è partiti dalla lunga e impegnata vita di Giovanni Pieraccini per ripercorrere le tappe di quello che è stato il tentativo più ambizioso ed organico di riforma dell’economia e della società italiana, quello condotto dal centro-sinistra degli anni sessante in cui l’esponente socialista toscano, allora deputato di Firenze, si è trovato ad essere protagonista soprattutto nei capitoli riguardanti la riforma urbanistica e la programmazione economica.

A proposito della programmazione vi abbiamo pubblicato anche un’intervista a Giuliano Amato allora, giovanissimo, che lavorava all’ufficio legislativo del ministero del Bilancio, che sottolinea come, se non altro, con il “Piano Pieraccini” si riuscì ad affermare una programmazione pluriennale dell’intervento pubblico nell’economia del paese. (Ci vorrebbe proprio oggi! – viene da commentare.)

Un ricordo personale, fra i tanti: alluvione 1966, alla sezione socialista Console, partecipai ventenne ad un drammatico vertice di emergenza con Giovanni Pieraccini, Tristano Codignola e Carlo Ludovico Ragghianti, proprio sulla salvezza dei beni culturali fiorentini. Sì perché in Pieraccini politica e cultura sono sempre andate connesse fino alla donazione che egli effettuò di 2300 opere alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Lorenzo Viani” di Viareggio, la città in cui era nato e in cui poi si ritirò fino alla morte.

Giovanni Pieraccini, Gian Paolo Meucci, Enzo Capaccioli avevano costituito un trio di amici al tempo dei loro studi al “Collegio Mussolini” di Pisa. Di lì doveva partire l’itinerario di uno dei più importanti esponenti del Psi nel dopoguerra Volle fare la sua ultima manifestazione politica pubblica, commemorando con noi la Liberazione allo Spazio Rosselli il 24 aprile del 2015. Mi disse, e lo ricordo con commozione, “non è casuale che la voglia fare qui e con te”.

Uomini politici come Giovanni Pieraccini avevano piena la coscienza della necessità di mantenere e di sviluppare il rapporto col loro partito e più in generale con la base popolare del paese. Proprio quello che in anni successivi doveva purtroppo essere perduto e che ora dobbiamo assolutamente riconquistare. Ripristinare il legame tra l’eletto e il suo territorio non è soltanto un fattore di democrazia, ma anche un mezzo per dargli indipendenza e dignità rispetto ai vertici di partito. Non è de resto casuale che il precedente “Quaderno Rosselli”, il 3/2018 sia stato dedicato proprio a “Democrazia e Partiti”, per l’attuazione dell’art.49 della Costituzione”.

Foto: Giovanni Pieraccini

 

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