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Giovedì 28 novembre Idee per la sera

Teatro Cantiere Florida
Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria, lo spettacolo alle ore 21

Scena Verticale e Saverio La Ruina aprono da giovedì 28 a sabato 30 novembre la prima delle tre “Monografie di Scena” in programma per la stagione 2013-2014 al Teatro Cantiere Florida. Con questa modalità si è infatti deciso di focalizzare lo sguardo sul lavoro teatrale di alcuni esponenti della scena contemporanea, portatori di un proprio discorso estetico e poetico come espressioni di un progetto organico.

n questo caso Scena Verticale che ha da poco festeggiato 21 anni di attività presenta la trilogia di titoli che meglio rappresenta la sua idea di teatro. Dissonorata. Un delitto d'onore in Calabria, lo spettacolo che apre giovedì 28 novembre alle ore 21 la monografia e per cui La Ruina ha ricevuto due premi UBU nel 2007 (come “Miglior attore italiano” e come “Miglior testo italiano”) e del premio Hystrio alla Drammaturgia, è incentrato sulla storia emblematica di una donna calabrese ma offre lo spunto per una riflessione sulla condizione della donna in generale. Parlando del proprio villaggio, parla della condizione della donna nel villaggio globale. Nello spettacolo risuonano molteplici voci di donne. Voci di donne del sud, di madri, di nonne, di zie, di loro amiche e di amiche delle amiche, di tutto il parentado e di tutto il vicinato. E tra queste una in particolare. La “piccola”, tragica e commovente storia di una donna del nostro meridione. Dal suo racconto emerge una Calabria che anche quando fa i conti con la tragedia vi combina elementi grotteschi e surreali, talvolta perfino comici, sempre sul filo di un’amara ironia.

Questa riflessione prosegue nel secondo titolo proposto, venerdì 29 novembre alle ore 21: La Borto, anch’esso vincitore del premio UBU nel 2010 come “Migliore testo italiano” e di nuovo del premio Hystrio per la Drammaturgia. È la storia di una donna in una società dominata dall’atteggiamento e dallo sguardo maschili: uno sguardo predatorio che si avvinghia, violenta e offende; un atteggiamento che provoca gli eventi ma fugge le responsabilità.

L’aborto ne è solo una delle tante conseguenze. Ma ne è la conseguenza più estrema all’interno di una società costruita da uomini con regole che non concedono appigli, e che ancora oggi nel suo profondo stenta a cambiare. Vittoria racconta il suo calvario in con toni ironici, realistici e visionari insieme. Non mancano momenti sarcastici e ironici come quando gli uomini geometri misurano il corpo femminile come se al posto degli occhi avessero il metro, né quelli commoventi legati alla decimazione del “coro” delle donne. Ma quando la protagonista chiude il cerchio col racconto del calvario della nipote, il sarcasmo e la commozione lasciano il posto a una profonda amarezza, mettendoci davanti alla dura e ambigua realtà dei nostri giorni.

La piccola maratona si conclude sabato 30 novembre alle ore 21 con Italianesi, a sua volta premio UBU 2012 per la migliore interpretazione, in cui La Ruina indaga ancora una volta attraverso un intenso monologo un dramma di segno completamente diverso, raccontando la vicenda dimenticata dei figli di militari italiani nati in Albania e cresciuti nei campi di prigionia, fra due patrie, senza vera identità nazionale. Esiste una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case. Alla fine della seconda guerra mondiale, migliaia di soldati e civili italiani rimangono intrappolati in Albania con l’avvento del regime dittatoriale, costretti a vivere in un clima di terrore e oggetto di periodiche e violente persecuzioni. Con l’accusa di attività sovversiva ai danni del regime la maggior parte viene condannata e poi rimpatriata in Italia. Donne e bambini vengono trattenuti e internati in campi di prigionia per la sola colpa di essere mogli e figli di italiani. Vivono in alloggi circondati da filo spinato, controllati dalla polizia segreta del regime, sottoposti a interrogatori, appelli quotidiani, lavori forzati e torture. In quei campi di prigionia rimangono quarant’anni, dimenticati. Come il “nostro” che vi nasce nel 1951 e vive quarant’anni nel mito del padre e dell’Italia che raggiunge nel 1991 a seguito della caduta del regime. Riconosciuti come profughi dallo Stato italiano, arrivano nel Belpaese in 365, convinti di essere accolti come eroi, ma paradossalmente condannati ad essere italiani in Albania e albanesi in Italia. Ispirato a storie vere.
TEATRO CANTIERE FLORIDA
Via Pisana 111/R – 50143 Firenze

GIOVEDÌ PER I GIOVANI a Palazzo Strozzi, Firenze

Giovedì 28 novembre 2013 dalle 20.00 alle 22.00
Gli studenti del Liceo Artistico Statale Leon Battista Alberti e del Liceo Machiavelli-Capponi di Firenze diventano per una sera le guide del pubblico alle mostre L'Avanguardia russa, la Siberia e l'Oriente e Territori instabili. 

Un evento speciale per visitare le mostre con occhi nuovi, confrontandosi con il punto di vista degli studenti che presentano ai visitatori alcune opere del percorso espositivo.

SPECIALE BIGLIETTO 2×1:Tutti i giovedì dalle ore 18.00, due biglietti al prezzo di euro 10,00 per il Piano Nobile; Ingresso gratuito al CCC Strozzina.  Info: edu@palazzostrozzi.org

 

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