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Giovedì 6 febbraio Idee per la sera

Teatro di Rifredi
LA CARTA PIÙ ALTA
di Marco Malvaldi
Nuova produzione della Compagnia del Pepe e di Pupi e Fresedde, andrà in scena sul palco di Rifredi  da giovedì 6 a domenica 16 febbraio, La carta più alta uno spassoso intreccio giallo, una riuscita alchimia del chimico Marco Malvaldi. A dar vita al mitico BarLume e agli abitanti dell'immaginaria Pineta, una brillante e composita compagnia dove spiccano alcuni dei più apprezzati nomi del nostro teatro vernacolare: Sergio Forconi, Giovanna Brilli, Raul Bulgherini, Massimo Grigò, Giovanni Lepri. La regia è di Andrea Bruno Savelli, anche attore nel ruolo del barrista Massimo.
«Non è che tutti gli anni possono ammazzare qualcuno per farvi passare il tempo», sbotta disperato Massimo il barrista. Ma è impossibile sottrarsi al nuovo intrigo in cui stanno per trascinarlo i quattro vecchietti del BarLume: nonno Ampelio, il Rimediotti, il Del Tacca del Comune, Aldo il ristoratore.  Quattro temibili pensionati-detective che sprecano allegramente le giornate tra pettegolezzi, battute, bevute, diatribe e calunnie, immobili e abbarbicati sotto l'olmo del  tavolino del bar, e che fanno da base informativa e controcanto farsesco al mistero.
Dalla vendita sottoprezzo di una villa lussuosa, i pensionati, investigatori per amor di maldicenza, sono arrivati a dedurre l’omicidio del vecchio proprietario, morto, ufficialmente, di un male rapido e inesorabile. Massimo, ormai in balìa dei vecchietti, come al solito controvoglia trasforma quel fiume di malignità e di battute al vetriolo in una vera indagine.
Durante un noioso ricovero ospedaliero, il suo lavoro d’intelletto investigativo si risolve grazie a un’intuizione che permette di ristrutturare le informazioni, proprio come avviene nei classici del giallo deduttivo. E a questo genere apparterrebbero, data la meccanica della vicenda, i romanzi del BarLume, se non fosse per le convincenti innovazioni che vi aggiunge Marco Malvaldi che intreccia alla storia una feroce satira che scioglie nell’acido ogni perbenismo ideologico.
Una rappresentazione, umoristica e aderente insieme, della realtà della provincia italiana nel suo localismo, nel suo vitalismo e nel suo eccentrico civismo, incarnata in un  paesino balneare della costa toscana, da dove passano e ripassano i personaggi di una commedia di costume in forma di giallo.

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