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Giro d’Italia scatta da Gerusalemme nel nome di Bartali Breaking news, Sport

Firenze – A Gerusalemme si è svolta la cerimonia della presentazione ufficiale del Giro d’Italia che per la prima volta – dal 4 maggio al 27 maggio – scatta da una nazione fuori dall’Europa (è la 13° volta che prende il via dall’estero).

Alla cerimonia tante personalità sportive e politiche presenti israeliane, italiane; dirigenti della Federazione ciclistica internazionale, oltre, s’intende, gli organizzatori della corsa rosa cioè della Gazzetta dello Sport.

Presenta anche Gaia Bartali, nipote dell’indimenticabile campione perché figlia di Andrea, recentemente scomparso, primogenito del campione fiorentino.

La scelta di Gerusalemme quale sede di partenza del Giro d’Italia si deve intendere anche un modo per ricordare Gino Bartali il cui nome a Gerusalemme è impresso su muro d’onore del Giardino dei “Giusti tra le nazioni” nel mausoleo della memoria Yad Vashem, per il contributo dato da Ginettaccio, durante la seconda guerra mondiale, alla lotta in favore degli ebrei contro i nazifascisti.

In Israele saranno disputate le prime tre tappe. La prima il 4 maggio con una cronometro individuale nelle strade storiche di Gerusalemme di chilometri 10,100. Una crono su strade ondulate con molte curve.

Sabato seconda tappa. Partenza da Haifa ed arrivo a Tel Aviv di 167 chilometri. Tappa abbastanza impegnativa con più difficoltà altimetriche.

La terza ed ultima tappa in Israele partenza da Bè er Sheva ed arrivo ad Eilat sul Mar Rosso. Le difficoltà sono concentrate nella prima parte del percorso poi i corridori affronteranno il deserto del Negev. La parte finale è su strade in leggera discesa quindi favorevoli ai velocisti.

La carovana sarà composta da circa duemila persone. Per il trasferimento in Israele saranno usati tre aerei e due navi. I padroni di casa forniranno 120 veicoli tra auto e furgoni più le decine di motociclette previste dal regolamento della corsa rosa. Nel cassetto degli organizzatori esiste anche un piano tutto italiano nel caso –tocchiamo ferro – si dovessero verificare eventi nefasti tali da rendere impossibile la partenza da Israele.

 

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