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Giù il cappello Rubriche

C’è una misteriosa relazione fra l’essere cantanti (maschi) e portare il cappello. Non è cosa che riguarda tutto il mondo dello spettacolo perché Servillo ed i suoi colleghi non hanno copricapi se non quando glielo impone il copione ed il personaggio che interpretano. La cosa non riguarda solo i cosiddetti “senatori” perché anche Capossela ha sempre un cappello, che sia una feluca, un cilindro o un berretto da ferroviere, e nemmeno sua madre ha mai visto Mannarino a capo nudo. Certo ci sono anche cantanti che non portano il cappello, vedi Baglioni, Antonacci, Al Bano (come si chiamava prima), Bocelli, Amedeo Trottolinoamoroso Minghi: ma io volevo dire che quelli che mi piacciono almeno un po’ di solito hanno il cappello (anche se ci sono eccezioni come Pino Daniele, che mi piace e non lo porta, e Celentano che non mi piace, soprattutto quando parla, e lo porta). Ma siamo qui non per disquisire sui miei gusti personali . Visto che non lo portano i teatranti (a parte Moni Ovadia e Paolo Rossi), i saltimbanchi, i presentatori, i mangiatori di fuoco e di spade bisogna darsi daffare per capire la legge scientifica che sta alla base di questo fenomeno, o almeno per mettere a fuoco delle ipotesi credibili da vagliare con attenzione e metodo galileiano. La prima ipotesi, la più ovvia, quella che vi è già venuta in mente, è che il cappello serva per coprire la calvizie, incipiente  o conclamata che sia: ammetto che è stata anche la mia prima ipotesi, ma quantomeno non mi sembra sufficiente. E Mannarino allora? Lui ha un cesto di capelli che la metà farebbe felice Giuliano Palma. E Lorenzo Cherubini che ha portato un cappello, soprattutto in passato? A suffragare però l’ipotesi calvizie c’è anche il caso di Ron, al secolo Rosalino Cellammare, che non portava berretti prima, poi ha cominciato, ed ha poi smesso di nuovo quando è stato miracolato dallo stesso santo tricologico di Conte, non Paolo, Antonio, quello juventino. Ecco, se fosse questo basterebbe un trapiantino, o no? Altra ipotesi è quella che il cappello slancia, un po’ come il nero, insomma il cappello allunga la figura. Ma se penso a uno bassissimo che porta sempre il cappello mi viene in mente solo Paolo Rossi che però non fa il cantante e quindi è fuori tema. Qualcuno ha detto che quando accarezzi un gatto lui drizza sempre la coda per farti capire che il suo corpo finisce lì; forse i cantanti, ma a dire il vero anche gli altri componenti del gruppo musicale, portano il cappello un po’ per lo stesso motivo, per farti capire che finiscono lì, che non sono infiniti: addirittura potrebbe essere una prova di modestia. “In TV puoi sempre identificare il detective, non si toglie mai il cappello” disse Raymond Chandler che senz’altro di detective se ne intendeva, ma erano gli anni ’50. Oggi, diversi lustri dopo, sono i cantanti e i musicisti che non si tolgono mai il cappello nemmeno nelle foto di gruppo con gli amici mentre sono a cena. Occhei, mi arrendo: non l’ho capito perché siano soprattutto i cantanti a portare il cappello, non mi posso scervellare tanto che fa un caldo che s’abbaia e la perturbazione Beatrice non arriva. Pazienza. Alla prossima!
Gianni Caverni

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