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Giunta Renzi: il Pd prende tutto Politica

Il rimpasto è fatto, il dado è tratto: Renzi si trova a capo di una giunta monocolore Pd (solo Giuliano da Empoli, assessore alla cultuira, è indipendente) composta di otto assessori, dimezzata rispetto a quanto previsto dallo stesso statuto, passata da 10 a 8 nel breve volgere di due anni.
Fuori un’Elisabetta, avanti un’altra: fuori Elisabetta Cianfanelli, Psi, assessore a moda e turismo, dentro Elisabetta Meucci, Pd, presidente della Commissione Territorio, neo assessore (da ieri) alle politiche del territorio, delega delicatissima, fin’ora in capo allo stesso Renzi.
La decisione del sindaco rottamatore ha sollevato un nugolo di proteste, in particolare dai due grandi esclusi della maggioranza, il Psi e l’Idv. Sel per ora tace: non aveva poltrone prima, non ne ha ora.
Per il Psi, oltre all’amarezza della Cianfanelli, che sbotta: “Non capisco perché questa decisione”, va giù duro Riccardo Nencini, il segretario nazionale del partito: “Non c’è ragione politica che sostenga questa esclusione, né ci sono altre ragioni, visto che Elisabetta ha lavorato, nonostante avesse deleghe con capitoli di bilancio insignificanti, con assiduità ed in piena sintonia con il sindaco e la giunta. Allora, perché? Perché Matteo Renzi sta preparando le primarie e ha bisogno di avere attorno a sé una squadra che condivida le sue ambizioni”. Insomma, un vero e proprio Duca d’Atene, secondo l’esponente del Psi, che fa e disfà a suo piacimento la vita politica della città.
Sembra pensarla così anche l’IdV, presente con due membri a sostegno della maggioranza, assente del tutto nella giunta.
“Prendiamo atto che si è formalizzata la rottura di un patto elettorale con i cittadini: tanti auguri a Renzi e al suo monocolore”. Auguri larvatamente minacciosi, sembra di capire, da parte del segretario regionale dell’IdV Fabio Evangelisit, che da quando il suo assessore Cristina Scaletti è passata alla giunta regionale non ha cessato di reclamare una rappresentanza, finora negata, nell’esecutivo cittadino.
Anche a sinistra del Pd si alzano i sospetti: “Sembra proprio che siano stati distribuiti premi e castighi – commenta il consigliere di Sinistra e Cittadinanza Tommaso Grassi – chi ha taciuto sul Piano Strutturale è stato premiato, chi ha anche minimamente dissentito è stato punito. Insomma, ora al sindaco serve una squadra di completa e provata fedeltà…”.
Intanto, cambio anche nell’assemblea consigliare: il sempre più sparuto gruppo del Pdl dopo il salto di Galli, ha un nuovo capogruppo, Marco Stella.
Comincia inoltre a farsi sempre più vicino (sembra fra due settimane), l’avvicendamento alla guida del Consiglio, col passaggio di Eugenio Giani, l’attuale Presidente, in Regione.
“Ci confronteremo con tutta la maggioranza. Sarà una figura di rilievo” promette il capogruppo del Pd Francesco Bonifazi. Forse Valdo Spini?
Nl frattempo, un sindaco serafico risponde al vespaio sollevato con le ultime mosse di giunta: “"La gente – osserva Renzi – ha le scatole piene dei politici e la prima cosa da fare è tagliare i costi, ma anche i posti. Siccome a Roma rompo le scatole per dimezzare il numero dei parlamentari, ho detto: bisogna dare l'esempio, bisogna che sia serio e dimezzi il numero degli assessori. Naturalmente in una giunta di otto, 4 donne e 4 uomini, qualcuno resta fuori. Qualcuno si è arrabbiato e io lo rispetto”.
Sulla reazione dell’IdV: “Bisogna essere chiari – ha continuato -. L'Idv ha detto: 'O ci date un assessore o andiamo via dalla maggioranza' e io ho risposto ciao. Non puoi mica restare in maggioranza solo perché hai un posto a sedere. L'Idv ha preso il voto con elettori, ha preso la fiducia dei cittadini, spieghi perché ha problemi con il programma. Anche perché – ha concluso – ci sono anche altre città, governate dal centrosinistra, in cui l'Idv ha preso i voti ma non ha Assessori”.

 

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