energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Givone il filosofo e Petretto l’economista, primi assaggi alla città Politica

L'uno, filosofo, intende darsi da fare per risvegliare Firenze dall' “ignavia culturale che la paralizza”, ma non sembra tanto convinto dal gesto più culturalmente temerario compiuto da Palazzo Vecchio; l'altro, economista, ha pensato a come tagliare la spesa pubblica per 40 anni, ma ora si schiera a fianco di Renzi nella battaglia per l' 'ammorbidimento' del patto di stabilità.

Suggestioni, primi 'assaggi' del nuovo duetto di assessori-prof (Cultura & Bilancio), entrati nel team esecutivo di Matteo Renzi, Sergio Givone e Alessandro Petretto. Una coppia di veri e propri luminari, ognuno nel proprio settore, ed entrambi 'glorie' di vecchia data dell'ateneo fiorentino: Givone nel campo della filosofia estetica, Petretto nell'ambito dell'economia pubblica. “La nostra è una città culturalmente bloccata dall'ignavia ma piena di energie latenti, da liberare per farla tornare attiva”, ha argomentato Givone questo pomeriggio parlando in consiglio comunale.

Ma la caccia dietro una parete del salone dei Cinquecento alla Battaglia di Anghiari, senz'altro l'impresa piu' culturalmente shock intrapresa dal Comune per il rischio di impatto su un sovrastante affresco del Vasari, non lo convince più di tanto. “Questa indagine è senz'altro un sasso gettato nello stagno della paura di fare, dunque è un fatto positivo, che serve – è stata la sua premessa – temo però che purtroppo questo sasso sarà destinato a non produrre risultati”.

Meno pensieroso e più pragmatico, come si addice ad un economista, è stato l'approccio di Petretto, anche lui oggi in Comune. Corso in difesa del sindaco Renzi contro le accuse velate del dimissionario assessore al bilancio Claudio Fantoni sui conti “non in ordine” dell'ente: “a quanto ho visto sono a posto, non mi preoccupano affatto”,ha tagliato corto). Ed al fianco del primo cittadino anche nel campo della battaglia per la revisione del patto di stabilità, lui che nel '98, insieme all'attuale ministro Piero Giarda, il patto di stabilità se l'era inventato. Ma, è stato l'amarcord dell'economista fiorentino, “allora si trattava di rispondere ad esigenze reali di razionalizzazione della spesa pubblica; in seguito, il patto e' cambiato fino a diventare ingiusto, una cosa bastarda; ed io, da padre, l'ho misconosciuto”.

Certo, Petretto non sarà pronto, come ha invece annunciato Renzi, a violare i limiti del patto, ma “da tecnico”, ha detto, darà battaglia perchè cambi, tornando a dare un po' di ossigeno e liquidità corrente ai Comuni sfiancati da lacci e lacciuoli di cassa. “Il meccanismo va riformato – ha spiegato – e deve essere sbloccata la possibilità per i Comuni di liberare i fondi necessari a portare avanti i loro piani di investimenti”. 

 

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »