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GKN, a dicembre ripartono i licenziamenti, dall’assemblea l’Insorgiamo tour Breaking news, Cronaca

Campi Bisenzio – Torna sotto attacco, la GKN. L’annuncio da parte dell’azienda della riapertura della procedura di licenziamento a dicembre rimette in gioco le esistenze di 350 famiglie, oltre a quella di un’intera area economica del territorio.

“L’azienda spaccia le proprie mosse come segno di buona volontà e dialogo. Ma è una finzione scenica – dicono dal Collettivo di Fabbrica – per presentare i nuovi licenziamenti come conseguenza dei “no” incassati dal collettivo di fabbrica e dall’assemblea permanente dei lavoratori: dalla vittoria dell’articolo 28 ad oggi non è mai iniziata nessuna trattativa e non c’è alcuna discussione in corso. Tutto ciò che l’azienda fa e ha fatto, lo fa perché costretta dalla mobilitazione o dalla sentenza del tribunale”.

Ciò che è necessario, dicono gli operai, è “un patto di difesa per la Gkn”. L’assemblea indetta dal Collettivo di Fabbrica che si è tenuta oggi, h visto la presenza di oltre 200 persone, in rappresentanza delle numerose vertenze e soggettività sociali del Paese. “Elemento fondamentale della nuova fase è l’espansione della lotta, a cominciare dal nuovo Insorgiamo tour – anncunia il Collettivo –  che attraverserà non solo le piazze, ma anche teatri e spazi collettivi con l’obiettivo non solo di tenersi pronti alla massima mobilitazione quando e dove la vertenza lo richiederà, ma anche di raccogliere la parola d’ordine dell’insorgenza che parte dalla fabbrica e farla propria sui territori e nei posti di lavoro. Perchè ormai si potrebbe porre la necessità di un nuovo 18 settembre e di una nuova mobilitazione di massa”. Durante l’assemblea il collettivo di fabbrica ha condiviso un documento programmatico che verrà reso pubblico nei prossimi giorni.

Secondo Dario Salvetti, delegato RSU GKN “questi quattro mesi di mobilitazione e di presidio permanente hanno dimostrato come questa lotta sia diventata la lotta di tutte e di tutti, e l’assemblea di oggi ha riconfermato questa grande convergenza. In questo momento storico in cui la crisi sta colpendo pesantemente ampi settori della società, crediamo sia necessario rilanciare l’obiettivo verso uno sciopero generale e generalizzato che passi attraverso il coinvolgimento di strati sociali e che metta al centro un vero cambio di sistema”.

L’assemblea di oggi, domenica 2 novembre, ha confermato la convergenza tra il collettivo operaio, soggettività sociali e politiche, ma soprattutto realtà di eccellenza come la scuola da Sant’Anna di Pisa, consolidando il percorso di ampliamento della lotta nato con il lancio della proposta di legge sulle delocalizzazioni sviluppato dalla collaborazione tra giuristi e operai, e che sfocerà nell’elaborazione di un piano di reindustrializzazione del sito produttivo che preveda la continuità occupazionale, ripartendo con gli stessi posti di lavoro e gli stessi diritti. Tale piano deve essere la base con cui Invitalia verificherà futuri compratori. Tutto ciò si va a legare alla proposta di un polo pubblico della mobilità sostenibile, dove l’interazione tra le intelligenze del collettivo operaio, dell’accademia e della ricerca possa sviluppare una risposta adeguata alla crisi sociale, ambientale ed economica in cui è caduto il Paese. Temi che saranno al centro dell’incontro previsto il prossimo 5 dicembre in Gkn, dove operai, ingegneri, economisti e ricercatori della Scuola Sant’Anna si incontreranno per delineare il percorso futuro.

Dario Salvetti spiega: “Sia Gkn sia il Governo stanno usando il termine “reindustrializzazione” in modo ambiguo. Se il tema è quello di impiantare una produzione completamente nuova, è evidente che questo può avvenire solo con una nazionalizzazione dello stabilimento sotto il controllo operaio e non come avvenne per Ilva e Alitalia in cui lo Stato ha seguito le stesse logiche dei privati”.

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