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GKN, chiusura confermata, avanti con procedura licenziamenti Breaking news, Cronaca

Firenze – In ballo il futuro di 500 persone, di fatto l’incontro fra sindacati e Gkn si conclude con un nulla di fatto. Nessuna apertura dell’azienda, proprietario il fondo finanziario Melrose, sulla principale delle richieste dei sindacati, anzi, sulla partenza irrinunciabile al confronto, ovvero il ritiro dei 422 licenziamenti emessi per mail in un colpo solo.  Stamattina al tavolo convocato dal Mise, dal ministero del Lavoro e dalla Regione Toscana, in risposta ai sindacati che chiedevano il ritiro del licenziamento collettivo, l’azienda ha concesso solo il ricorso alla cassa integrazione per qualche mese. In sintesi, il risultato dell’incontro è stato che la Gkn ha ribadito la volontà di non revocare la procedura di licenziamento e ha anche annunciato la messa in liquidazione dell’azienda.

Così, è di nuovo scontro. Di “protervia dell’azienda” parla la Uilm che chiede un’azione istituzionale. ” Solo una azione istituzionale forte può a questo punto dare una svolta alla vertenza”, dichiarano il segretario nazionale della Uilm Gianluca Ficco e il segretario della Uilm di Firenze, Davide Materazzi, riferendosi alla disponibilità messa sul tavolo dall’azienda di ricorrere alla cassa integrazione per poi chiudere fra qualche mese. Se qialche spiraglio resta, è affidato, concludono Ficco e Materazzi, a ” “due interventi istituzionali, che potenzialmente hanno una portata generale molto importante: l’annunciata legge che dovrebbe scoraggiare le chiusure aziendali e le politiche di settore per l’automotive anche esse più volte annunciate”.

L’appello della Uil Toscana viene accolto e rilanciato da Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile automotive e Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze e Prato, che non solo chiedono alle istituzioni di di continuare a sostenere  vertenza e lavoratori, bensì mettono in evidenza di aver presentato un ricorso ex art.28 per condotta antisindacale nei confronti dell’azienda, dal momento che la Gkn si è ben guardata dallo sgomberare il tavolo dai licenziamenti “utilizzati come pregiudiziali all’apertura di qualsiasi negoziato”. Dunque, primo passo via il ricatto occupazionale, secondo Fiom, e nessuna soluzione che possa prevedere la cessazione dell’attività.
Il punto da tenere per cominciare il confronto vero, è “la richiesta di ritiro della procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda e il conseguente utilizzo delle 13 settimane di cassa integrazione previste dall’avviso comune sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil, dal Governo e dalle parti datoriali”.

“Seguiamo questa vicenda con grande attenzione, riteniamo inaccettabile la cessazione dell’attività del sito industriale di Campi e disastroso il licenziamento dei dipendenti e le ricadute che già ci sono per i lavoratori dell’indotto”, sono invece le parole con cui Eugenio Giani, apprese le conclusioni del tavolo su Gkn con sindacati e rappresentanti dell’azienda convocato questa mattina ha commentato l’incontro.

L’incontro è stata l’occasione per riassumere le posizioni espresse precedentemente da ciascun attore, alla luce del fatto che la procedura di licenziamento collettivo avviata da Gkn è giunta ora alla fase cosiddetta ‘amministrativa’, con conclusione tecnica prevista il 22 settembre prossimo. 

La Regione, presente al tavolo con l’assessora Alessandra Nardini, con il consigliere per il lavoro e le crisi aziendali Valerio Fabiani e con Arti, ha ribadito anche l’impegno per le sorti dei lavoratori dell’indotto. “Si tratta di circa 80 lavoratori senza prospettiva e in gran parte senza stipendio – ha detto Fabiani – Il nostro obiettivo è tutelare i lavoratori e al tempo stesso dare un nuovo futuro al sito produttivo di Campi. Chiediamo all’azienda di fare la sua parte: è inspiegabile l’indisponibilità a utilizzare la cassa covid”.

 

 

 

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